Scrittrice e non solo

Per caso e grazie a Claudio mi son imbattuta in una figura femminile sconvolgente.

Chi tra voi conosce o ha sentito parlare di Christine de Pizan o Cristina da Pizzano nata nella città delle gondole nel 1365?

Per qualcuno è addirittura la prima femminista. Di certo è che Christine nacque in Italia, venne educata alle lettere e alle scienze dal padre, prima docente di medicina e astronomia all’ Università di Bologna, poi consigliere del re Carlo V alla corte di Parigi, dove si stabilisce con la famiglia. Sposata, perde il marito, Étienne de Castel, notaio e segretario del re .

Ma non è l’unica perdita: nel 1385 veniva a mancare suo padre.

Due disgrazie che la lasciano senza mezzi e con figli piccoli da crescere.

‘Or fus jee vrais homs, n’est pa fable,
De nefs mener entremettable’


Costretta dunque, come lei dice , a “diventare uomo”, mette a frutto la sua cultura e le sue capacità, trasformandosi nella prima scrittrice della storia francese in grado di provvedere con il suo lavoro alla famiglia, conquistandosi un ruolo sociale e intellettuale di prestigio.

Esordisce ricopiando nel suo scriptorium testi famosi per la corte; poi compone opere su commissione di principi e nobili come la biografia di Carlo V chiestale dal fratello del sovrano.
I tempi in Francia allora erano molto duri: la guerra contro gli inglesi, la Guerra dei Cent’anni, iniziata nei primi decenni del XIV secolo e durata fino alla metà del XV, è segnata ben presto da carestie tremende e dalla Peste Nera, che spazza via le risorse umane ed economiche rendendo la vita politica e quotidiana precaria e pericolosa. Ma la cultura rimaneva viva e all’ Università di Parigi maestri ben noti insegnano teorie originali e forti, come avveniva del resto nelle università inglesi di Oxford e Cambridge.

Nella prima opera Cristina racconta di aver ricevuto la visita di tre donne, Ragione, Rettitudine e Giustizia, che la invitano a costruire una fortezza per difendere le donne dalle maldicenze e dai pregiudizi avversi.

La Città racchiude una lunga sequenza di donne esemplari per sapienza, cultura, coraggio. Del resto un uomo di valore come il padre di Cristina – affermano le tre prestigiose figure simboliche – “era persuaso che le donne potessero imparare le scienze e le lettere al pari degli uomini”, tanto da istruire quella figlia così dotata. E invero il risultato gli aveva dato ragione: Cristina in tutti i suoi scritti (ballate, scritti politici e biografie) dimostra la sua ampia cultura e non ignora, ad esempio, le opere di Aristotele, Dante e Boccaccio.

L’opera dedicata a Giovanna d’Arco è scritta invece da una Cristina già vecchia e melanconica, la quale da anni non prende in mano la penna; è una dimostrazione nei fatti della teoria dell’autrice sulla parità naturale del genere femminile.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. luisa zambrotta ha detto:

    Che bell’articolo e che bella scoperta!

  2. Giuliana ha detto:

    Prima di lei Ipazia 415 d.c. forse?

    1. marzia ha detto:

      Hai ragione! Son caduta in una formula stereotipata, carissima

      1. Giuliana ha detto:

        Ma no! Volevo conferma da te, io sono ignorantissima in storia

  3. Giuliana ha detto:

    Ma no, volevo conferma, sono ignorantissima in storia, conoscevo Ipazia ma non questa Cristina

    1. marzia ha detto:

      Invece la tua domanda è legittima, Giuliana..
      E non solo Ipazia…

      1. Giuliana ha detto:

        Chissà quante donne di cui non se ne sa nulla hanno avuto ruoli veramente importanti nella storia artistica o politica …

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