La mia opinione

Purtroppo Simon Gautier tornerà da morto in Francia.

Vorrei dire la mia opinione su questa faccenda: questa fetta di terra è Cilento e, cioè, zona ‘mia’ che conosco.

Avrete letto che è stata aperta una inchiesta per esaminare se, intervenendo prima, lo si sarebbe potuto salvare.

Simon, beata incoscienza, voleva raggiungere Napoli da qui, ma non tramite provinciali e simili, no, mediante tratturi ecc.

Solo la giovane età di Simon può farci comprendere una simile assurdità: puoi essere esperto quanto vuoi, ma non ci si avventura da soli nè in mare nè in montagna.

E non si scelgono tracciati simili dove la suggestiva bellezza della costa cammina di pari passo con terreni accidentati, strapiombi, vegetazione alta.

Capisco pure un punto molto negativo, fornito dalla mancata adeguatezza alle direttive europee che prevedono per il 118 nazionale l’obbligo di garantire la localizzazione di chi chiama i numeri di emergenza per chiedere soccorso. 

Tra l’altro è quasi certo che Simon sia morto dissanguato poco dopo la chiamata a causa della rottura dell’arteria femorale.

Mi spiace immensamente per una giovane vita stroncata..e per l’ombra che questa tragica vicenda getta sul Cilento.

Dedicato a Margot

Lo stemma del Cardinale Gambara

Dedico a Margot questo apporto.

Una leggenda è legata alla cinquecentesca Villa Lante a Bagnaia.

Una leggenda che vuole fu l’architetto Jacopo Barozzi ( detto il Vignola, ndr) realizzatore del progetto: è accertato un incontro tra il Cardinale Gambara e l’artista che stava ancora lavorando al Palazzo Farnese di Caprarola. 

Sia o meno Barozzi il suo creatore una cosa è certa come la morte: la dimora sorge a pochi chilometri da quell’esempio di bellissimo giardino all’italiana che è il Parco dei Mostri a Bomarzo.

La villa nasce dalla trasformazione di un casino di caccia, con annesso parco, in Villa cinquecentesca. 

A riprova di questa tesi di unicità di progetto c’è il grande affresco del 1581 (o precedente) visibile nella Loggia della Palazzina Gambara che riporta la Villa completa … anche se poi molte parti saranno realizzate nel secolo successivo.

Ma chi fu l’ideatore dei giochi d’acqua e di alcune sculture come le barche nella Fontana del quadrato?

E’ presto detto: Tommaso Ghinucci da Siena architetto ed ingegnere idraulico che, dopo aver finito Villa d’Este a Tivoli, per circa un decennio (1571 – 1581) si dedicò a Villa Lante. 

Ma chi era il Ghinucci la cui attività si svolse prevalentemente nel Lazio tra Bagnaia, Tivoli e Roma.

La sua presenza nella regione è documentata per la prima volta a Bagnaia nel 1538 dove giunse in qualità di familiare del cardinale, allora vescovo di Tivoli, per il quale seguì i lavori di trasformazione dell’antica rocca duecentesca del paese in palazzo vescovile con la costruzione della Loggia (1542-1549); curò la rea­lizzazione in corso del rettifilo che da Bagnaia conduce al santuario della Madonna della Quercia e, nel 1542, la costruzione dell’ospedale esterno al borgo. Sempre per il Ridolfi, potrebbe aver progettato la loggia di S. Agata dei Goti a Roma (1535-1536).

Solo nel 1656 entrò in possesso dei Lante della Rovere.