Questa mano del terzo secolo apparteneva un tempo a un seguace di un antico culto greco e romano. (Foto: Walters Art Museum / )

Come sanno anche gli abitanti di Urano tra gli altri culti Greci e Romani, migliaia di anni fa, venivano utilizzate mani, riportanti diverse simbologie.

A volte appoggiate su pali di legno e portate in processione esse risultavano adornate con serpenti e sfoggiavano un vano segreto nel polso: erano il segno di un culto religioso che adorava il misterioso Sabazius.
Ma chi era questa divinità? E’ tutto da scoprire.

Forse era il culto al dio ignoto che i greci preconizzavano ?

Chiamato la Mano di Sabazius, questo era un simbolo sacro di Sabazius, divinità di fertilità e vegetazione che veniva venerata accanto ad altri dei, in particolare Zeus e Dioniso. 
Le testimonianze di questo culto risalgono al primo secolo. Dovete sapere che molte società dell’epoca praticavano religioni sincretistiche, aperte al cambiamento e spesso influenzate da religioni esterne.

Tuttavia, la variabilità rende difficile identificare le caratteristiche della religione.
Eugene Lane, un defunto professore di studi classici all’Università del Missouri, in Columbia, scrisse nel 1980 che ci sono diverse rappresentazioni del dio Sabazius: viene mostrato seduto su un trono con in mano una lancia, cavalcando un cavallo e indossando un diadema stile corona e circondato da serpenti e aquile. Lane e altri studiosi hanno scoperto che tra queste variazioni, la mano votiva era l’unica caratteristica comunemente associata al culto di Sabazius.
“Le mani in posizione di “Benedictio Latina” devono essere collegate a Sabazius”, ha scritto Lane. La posizione della Benedictio Latina è quando il pollice, l’indice e il medio della mano destra sono estesi, mentre l’anello e le dita dei mignoli sono nascoste nel palmo: è un tipico gesto di benedizione nelle religioni occidentali, ed è comunemente noto nelle prime immagini cristiane come “Mano di Dio”.
Sabazius è spesso circondato da un serpente, lucertola, leone, montone, toro, rana, aquila e tartaruga, tra una miriade di animali diversi. Una pigna, segno di divinità, fertilità o immortalità, in genere poggia sul pollice.
Alcune mani avevano anche una piccola porta a battente sul polso che bloccava un oggetto perduto, come una madre e un bambino. Si ritiene che la mani e i simboli avessero poteri curativi e protettivi.

4 risposte a "Sabazius, Carneade chi era costui"

  1. Ah, bè, no, bè… Avevo azzeccato (e con un bell’aiutone, anzi… una “bella mano”) il fattore “simbolo”, ma non l’epoca storica e religiosa. Interessante, grazie!

      1. Ahahaha, “lady whatsoever” mi piace tantissimo. Credo che lo userò. You know, curiosity killed the cat: I’m not a cat and I don’t wish to die! Manco si fossi ‘na dog, vorrei mori’ de curiosità 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...