Skeggvaldr: la storia, e la lingua, dietro il nome

Ho una formazione da linguista e mi seducono post come quello che ripropongo qui.

Desideto precisare una parola, il Fuþark anticoFuthark antico.

Esso è la più antica forma di alfabeto runico, utilizzata dalle tribù germaniche nei dialetti del germanico nordoccidentale durante le invasioni barbariche tra il II e l’VIII secolo, in iscrizioni su manufatti come gioielli, amuleti, attrezzi, armi e pietre runiche.

Skeggvaldr

Un nome. Una sorta di riferimento per
gli articoli pubblicati su questo blog, ma che in realtà rappresenta molto di
più di quanto si possa pensare. Nel primo articolo, intitolato Iniziazione, si era discusso del senso di questo
blog. Ad oggi, felice del riscontro ricevuto, ho deciso di svelarvi la storia
dietro questo epiteto: Skeggvaldr.

Questo nome è stato formato sul modello dell’onomastica germanica. Presso le tribù germaniche, contrariamente a quanto avveniva a Roma, la differenza tra il nome e il soprannome era fondamentalmente inesistente, mentre i cognomi erano sostituiti dal patronimico (cioè, il nome del padre coniugato al genitivo e seguito dal suffisso -son per i figli, -dóttir per le figlie). La quasi totalità dei nomi germanici era formata da due elementi, la cui scelta aveva significato augurale per il nascituro, pur non essendo necessario che il nome avesse un significato complessivo ben definito.

Il nome Skeggvaldr

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Ecco Rovigno

Distante 95 km da Trieste, Rovigno insieme a Parenzo ed Umago è il cuore turistico dell’Istria. Il luogo sacro cui mio figlio ha dedicato la sua attenzione sorge su di una collina e domina con il campanile, svettante come un indice puntato al cielo.

Si tratta della Chiesa di S.Eufemia costruita nel 1736 in stile barocco; il suo campanile fu costruito durante il XVII e XVIII sec. ed ha in cima, come accento decorativo, la bellissima statua in bronzo di Santa Eufemia, prottettrice della città, il cui sarcofago del VI sec. si tiene conservato nella chiesa.
L’interno della chiesa è arricchito da diversi altari, dei quali si evidenziano le colonne dell’altare principale, opera di Alvis Tagliapietra e Girolamo Laureato.

Se fate caso alla foto precedente, notate il leone di San Marco in cima alla porta. Infatti per secoli la città, fra le più importanti d’Istria, appartenne alla Serenissima Repubblica di Venezia.