La pace parte da qui

Si è appena celebrata la Giornata Internazionale dell’ Alfabetizzazione.

Il tema di quest’anno è stato  ”Alfabetizzazione e pace”.

Ecco il messaggio del Segretario Generale dell’ONU.

‘L’alfabetizzazione  offre un ulteriore stimolo per affrontare con maggior vigore le difficili sfide contemporanee. Prevenire la violenza, diminuire le tensioni e porre fine ai conflitti, sono sforzi che richiedono una particolare attenzione nei confronti di questo fondamentale aspetto della dignità umana.

L’alfabetizzazione libera le capacità individuali di immaginare e creare un futuro migliore. Apre la strada verso una più grande giustizia, eguaglianza e progresso. L’alfabetizzazione aiuta le società a guarire, ad avanzare nel processo politico e contribuisce al bene comune.’

Per ricordarla eccovi due illustrazioni di un antico manuale di scrittura pubblicato a Venezia nel 1555.

Opera di frate Vespasiano Amphiareo da Ferrara dell’ordine minore conventuale.

Dettagli in pietra

Se potesse parlare chissà quante storie narrerebbe questo anello arricchito da un bassorilievo..

Anche dove abito ve ne sono; inutile spiegarvi la funzione perchè la capite tranquillamente.

Quando ammiro questi dettagli mi domando come abbiamo fatto a smarrire il culto della bellezza..

Nel piccolo comune di Mezzana in via Garibaldi un privato ha realizzato dei lavori edilizi sulla sua abitazione, peccato però che questa ristrutturazione abbia fatto sparire un affresco votivo settecentesco raffigurante una Madonna di Caravaggio (l’apparizione della Madonna ad una giovane donna di Caravaggio risalirebbe al 26 maggio 1432 ed è una raffigurazione tipica settecentesca).

Ghirlande di bellezza

Daniel Seghers e Simon de Vos (1603–1676) – Madonna col Bambino e Sant’Anna in una ghirlanda di fiori, 1644 – colore su tavola di quercia – Kunsthistorisches Museum, Vienna

Mi son appassionata, stavolta, alle ghirlande rappresentate con soggetti sacri.

Va detto subito che i “dipinti di ghirlande” son un genere tipicamente fiammingo che rientra tra le nature morte. Introdotte e sviluppate ad Anversa, all’inizio del XVII secolo, son opera del maestro di Seghers, Jan Brueghel il Vecchio in collaborazione con il cardinale italiano Federico Borromeo. 

Queste opere nascevano dalla collaborazione tra un pittore di nature morte e uno di figure; lo stesso Seghers, in genere dipinse solo i fiori delle sue ghirlande, delegando il soggetto centrale ad altri artisti.
Fratello del pittore di ambito caravaggesco Gerard Seghers, Daniel iniziò a dipingere in Olanda e tornò ad Anversa a ventun anni, divenendo allievo di Jan Brueghel il Vecchio. Tra il 1614 e il 1625 Seghers entrò a far parte dell’ordine dei Gesuiti.

Ma la sua maestria si può ammirare anche nella Cattedrale di Bruxelles che decorò con Pieter Paul Rubens, scusatemi se è poco. Visto che ci siamo, godetevi anche il pulpito che è opera straordinaria di Hendrik Frans Verbruggen (1699).

I suoi corsi di perfezionamento ( e pure di collaborazione) con Nicolas Poussin e con il Domenichino ne affinarono la creatività.

Dal 1630 in poi il pittore gesuita si sforzò di realizzare una pittura più vivace e luminosa con fiori che sembrassero più naturali. Inoltre, egli innovò il motivo della “ghirlanda” del suo insegnante includendo un cartiglio in pietra come elemento di inquadratura per la ghirlanda di fiori.
L’arte di Daniel Seghers fu ampiamente ammirata durante la sua vita, suscitando grande interesse da parte dei collezionisti e influenzando numerosi altri artisti che ripresero il suo stile; i suoi dipinti furono molto apprezzati e raccolti presso la corte dell’Aia, in Olanda; collezionarono le sue opere, tra gli altri, Cristina di Svezia, Federico Enrico d’Orange, Carlo II d’Inghilterra e la regina Maria de’ Medici; in Spagna la sua opera ebbe notevole influenza e in Italia il motivo della “ghirlanda” fu diffuso proprio da Daniel Seghers.