Dedicato a Pina

Questa foto me l’ha mandata lei, molto gentilmente.

S. Pietro a Corte a Salerno è quanto rimane della favolosa Reggia di Arechi II.

Dedico a Pina questo breve apporto.

Necessaria premessa.


I longobardi a Salerno han lasciato vistose tracce, venute fuori soprattutto in seguito al sisma del 1980.

E se il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte è la costruzione longobarda più importante a Salerno, i suoi resti monumentali rappresentano le principali emergenze architettoniche della Salerno medievale e per quanto riguarda l’architettura longobarda in Europa, sono l’unico esempio di un complesso edilizio. Era la sede più prestigiosa della Corte longobarda in Campania.

Quando Arechi, duca di Benevento autoproclamatosi princeps gentis longobardorum dichiarandosi di fatto ultimo baluardo delle genti longobarde nella penisola, decise di fare erigere questa reggia, il piano stradale risultava rialzato rispetto al livello del luogo di culto paleocristiano e delle terme, probabilmente a causa di una nuova alluvione.

Per ulteriori e più approfonditi dettagli rimando qui.

Ma noi salernitani siamo debitori, come buona parte del Sud, ai benedettini.

La Salerno benedettina prossima per eccesso e per difetto all’Anno Mille, la “Hippocratica civitas” con un prepotente affaccio sul mare, era multi-accessoriata tra fiumi, orti dei semplici, conventi, chiese ed ospedali, forte di un “milieu” che, se da un lato si giovava dell’esperienza filosofica greca di Elea, dall’altro respirava a pieni polmoni le rotte commerciali di Amalfi.

Una realtà, la sua Scuola Medica, spesso fatta oggetto delle più disparate filiazioni e resa grande da Alfano I, Costantino l’Africano, Trotula,Matteo Selvatico, Garioponto, fiorita in una città dal carattere cosmopolita poi perduto inesorabilmente. Un “look” , il suo, da cittadella monastica con un asso nella manica, i Benedettini.