Come ho già scritto, mio marito è stato voluto presidente della protezione civile.

Il gruppo è abbastanza numeroso; lui con le signore sta organizzando la festa del pane. Ieri sera sono cominciati i preparativi per provare il forno messo a disposizione da una signora che vive ad Agropoli, sulla costa.

Verranno usati i metodi antichi di panificazione, il lievito madre e una varietà di grano chiamata ‘Carosella’, coltivazione talmente antica che sembra proprio venisse utilizzata dai Romani nelle numerose fattorie sparse nel territorio cilentano. È un seme semiselvatico sopravvissuto alle manipolazioni genetiche che si presta molto bene alla preparazione del pane e della pasta, come i fusilli e i cavatelli, che tiene bene alla cottura, Caratteristica questa che denota “un discreto contenuto di glutine e di semola ( caratteristica del grano duro), mentre il suo impiego nella panificazione è indice di un equilibrato contenuto di amido”.

I contadini cilentani avevano sapientemente selezionato queste peculiarità, a cui si aggiunge la stoppia lunga, cioè la paglia, di cui i contadini avevano estremo bisogno.

7 risposte a "Tornando all’antico"

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