Un reliquario ‘doc’

Abbazia benedettina Weingarten in una foto d’epoca

Come promesso dedico a lei questo post che si collega all’immagine precedente che ritrae il il Berthold Sacramentary, un libro vestito di oro e argento, con una copertina di lavoro orafo e con 21 immagini a piena pagina, cinque mezze pagine e due più piccole, create da un pittore sconosciuto di rango europeo. 

Realizzato per Berthold van Hainburg, abate appunto del Benediktinerabtei Weingarten (abbazia 1200-1232), è incluso nella lista dei manoscritti del Tesoro di Weingarten nel 1753.

L’opera straordinaria è stata contesa come si può intuire.

Tra il Berthold Sacramentary e Mantova esiste un legame profondo.

Il dipinto su folio 64v mostra gli eventi di Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo. I due principali apostoli, San Pietro con la sua chiave e San Paolo con un libro, sono leggermente più grandi degli altri seduti su una panca circolare

Fino ad oggi il nome Weingarten è strettamente legato al culto del Sacro Sangue. 

Dovete sapere che Welf IV e la sua terza moglie Giuditta delle Fiandre lasciarono in eredità il loro monastero di casa il 12 marzo 1094; tra le altre cose anche una reliquia di sangue sacro, che fu trovata a Mantova nel 1048 in circostanze miracolose per la seconda volta, dopo che fu trovata per la prima volta nell’804. 

I dettagli del legame qui.

L’abate Berthold aveva scritto per iscritto la storia del miracolo, della scoperta e del pellegrinaggio. Nel 1215 donò il prezioso reliquiario a forma di doppia croce, che è stato conservato nel corso dei secoli fino ad oggi ed è praticamente un sigillo per il Sacro Sangue di Weingarten.