Le aquile della Val Codera

Mi ha intrigato questa produzione per vari motivi.

Ignoravo ( Dio sa quanto la consapevolezza dell’ignoranza sia il nerbo nascosto nel mio agire) che ci fosse una simile collaborazione con la Resistenza.

Inoltre mio figlio Emanuele ha conosciuto la moglie Elena negli Scout, movimento del quale son entusiasti. Dal loro amore è nato un bimbetto gioioso e sempre allegro.

Bene, veniamo al film.

Si conoscono i nomi “nomi di battaglia” delle «Aquile randagie», ossia quei giovani che durante il fascismo tennero vivo in clandestinità a Milano il movimento scoutistico, messo fuori legge dal regime.  A guidarli un giovane sacerdote, don Andrea Ghetti («Baden»): erano noti come Kelly, Cicca, Sionne, Bufalo, Lupo grigio, Aquila rossa, Dakar, Buck, Leprotto.

Il lungometraggio, che verrà presentato il 30 p.v. al Giffoni Fim Festival, è a firma di Gianni Aureli insieme a Massimo Bertocci, Francesco Losavio, Gaia Moretti.

 Aquile Randagie ha un obiettivo ambizioso: restituire lo spirito del racconto per ragazzi, con l’avventura, l’attrazione del racconto storico e di azione, e i valori di quel mondo scout che in Italia conta oggi almeno 200.000 iscritti, e che tanti giovani in passato hanno frequentato. Un mondo associazionistico e un’esperienza che ha toccato centinaia di migliaia di persone nel nostro paese, una realtà importante della formazione e della nostra cultura.

Milano, Italia, ventennio fascista. Tutte le associazioni giovanili vengono chiuse per decreto del Duce, compresa l’associazione scout italiana. Un gruppo di ragazzi decide di dire di no, e fonda le Aquile Randagie: giovani e ragazzi, guidati da Andrea Ghetti detto Baden, e Giulio Cesare Uccellini detto Kelly, che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza. Il gruppo scopre la Val Codera, una piana tra gli alberi segreta e impervia a poche ore da Milano, e ne fa la sua base. Il fascismo non li ignora, li segue, li spia, ma ostacoli e violenze non fermano le Aquile. Dopo il 1943, i ragazzi danno vita al movimento scout clandestino che supporterà la resistenza fino alla fine della guerra.

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