Alvar Aalto a Riola

Maria Assunta a Riola di Vergato (BO) può esibire l’unica opera italiana del finlandese Alvar Aalto.

“Il ruolo degli edifici pubblici nella società dovrebbe essere importante quanto quello degli organi vitale nel corpo umano”.

Per fortuna il regista Roberto Ronchi e la giornalista Mara Corradi han realizzato il documentario Non abbiamo sete di scenografie. La lunga storia della chiesa di Alvar Aalto a Riola , che racconta in sessanta minuti una vicenda complessa lunga oltre dieci anni.

Annata 1965. Il cardinale Giacomo Lercaro, allora arcivescovo di Bologna, affida all’architetto finlandese l’incarico di realizzare l’opera a Riola Vergato. Ma l’impresa non fu facile.

Una chiesa in un piccolo paese in provincia di Bologna? I problemi non mancarono e pure le difficoltà politiche ed economiche. In parola povere, pur avendo consegnato ed esposto al pubblico il progetto nel 1966, verrà lasciato a in sospeso per quasi dieci anni. I lavori cominceranno infatti nel 1976, sotto la guida di Elissa Aalto, moglie del maestro, da poco scomparso.

In una conferenza stampa Lercaro presentava alle autorità la chiesa dicendo “Non abbiamo sete di scenografie” per rispondere a chi lo accusava di eccesso di sfoggio e monumentalismo contro la sua sincera necessità di rispondere alle esigenze della comunità.