Una SPA del 1200

Il tedesco Castello di Braunfels viene nominato per la prima volta nel 1246 con il nome castellum brunenvels.

Dall’ inizio la roccaforte ha cambiato il suo aspetto architettonico di continuo. Con l’ arrivo di armi da fuoco con campo di tiro maggiore fu costruito il muro di cinta con bastioni e torri di difesa.

Non sembra uscir fuori da un libro di fiabe?

Lassù sulla cima di una roccia basaltica, venne governato dai Conti di Solms-Braunfels (1258–1742) e poi dai Principi di Solms-Braunfels (1742–1806).

La fortezza originale con Friedrichsturm (sul retro a sinistra dei Palas a doppio spiovente) e Altem Stock avrebbe potuto avere un aspetto simile a questo.

Tra gli altri ‘dettagli’ storici mi soffermerò su Amalia di Solms-Braunfels (1602–1675), moglie di Federico Enrico d’Orange che, con la sua deliberata politica matrimoniale, fu in grado di unire gli stati in Europa quasi 400 anni fa. Amalie nacque nel 1602 qui come decima di tredici figli.

Per la morte di suo marito e di suo figlio dovette assumere il governo, dimostrando subito il suo talento politico e la sua determinazione. Riuscì anche a guidare il tribunale dell’Aja con dignità reale e a renderlo un centro delle arti in Europa in quel momento.

   Gerard van Honthorst, 1650

Questa rappresentazione allegorica nella Sala Oranje di Huisten Bosch all’Aia mostra Amalie come una vedova che, con le sue figlie, guarda la processione trionfale del defunto marito Friedrich Heinrich. Il dolore di Amalien è meno simboleggiato dalla sua veste, piuttosto dalla figura femminile in lutto, che sorge sullo sfondo indistinto . 

La residenza è più di una moderna SPA, vantando diverse pertinenze: uno zoo, il Forsthaus Tiergarten ( ex foresteria ora adibita per i turisti), il Monastero di Altenberg, la Pit Fortuna (  ex miniera di ferro ), il Parco di caccia Heisterberg e il Campo da golf Braunfels.


Bilanciare

La stadera del nonno di mio marito che sarà oggetto delle mie cure

Ieri sera ho partecipato ad un incontro movimentato della Protezione civile ( come sanno anche in Estremo Oriente mio marito ne è presidente…e ho fatto rima).

Movimentato perchè han voluto che intervenisse il sindaco, un brav’uomo per carità nonchè maestro elementare, con il quale uno dei presenti ha iniziato ad altercare. Eravamo tutti un pò sfiancati, in verità..

A Franco, l’amico sindaco, va tutta la mia comprensione, ma la sua logorrea la sopportavo anche io in silenzio ( per purgarmi dei peccati delle ultime settimane).

Da uno di voi ho scritto il motto caro a mio marito:’ la mia libertà finisce dove inizia la tua’.

Bisognerebbe bilanciare una sacrosanta libertà di parola ( e di esternazione, ndr) con la pazienza altrui, visto che il tempo non è dilatabile all’infinito.