La repubblica del tabacco

il

Dedico a Pierluigi questo contributo.

La scritta è ancora lì, scolpita sull’architrave della piccola chiesa: “Perpetua et firma libertas”.
E’ la labile traccia di una storia incredibile: quella di Cospaia, un piccolo paese dell’Alta Valle del Tevere che per quasi quattrocento anni fu la più piccola repubblica del mondo.

Cospaia oggi è frazione del comune di San Giustino (Pg), ma in passato è stata il centro di una minuscola repubblica.

Anno 1441. Dieci anni prima, il papa veneziano Eugenio IV aveva chiesto un prestito di 25.000 fiorini d’oro a Cosimo il Vecchio, oculato artefice della dinastia dei Medici. Tanti soldi. Una montagna di denaro che serviva al “servitore di Pietro” per portare a termine una costosa ed estenuante lotta con il concilio di Basilea. Il lungimirante Cosimo pretese una garanzia. Eugenio IV, diede in pegno il paese di Borgo San Sepolcro e il suo circondario. Ma allo scadere dell’accordo, il pontefice non era più in grado di rimborsare l’astronomica somma. Il fertile spicchio di terra passò allora dal papa alla Repubblica di Firenze. Furono subito fissati i nuovi confini ed aggiornate le relative carte topografiche.

In questo apporto è raccontata la sua storia incredibile.

‘Terra di nessuno” di circa due km e mezzo di lunghezza e di 500 metri di larghezza i cui abitanti si dichiararono immediatamente indipendenti da qualunque autorità. La loro autonomia fu riconosciuta ufficialmente nel 1484. Da quel momento Cospaia divenne una repubblica indipendente retta da un consiglio di anziani e capi famiglia. Il minuscolo stato sopravvisse grazie alla coltivazione del tabacco e alla sua condizione di zona franca che contribuì però nel tempo a farne un ricetto di contrabbandieri e personaggi ambigui in fuga dalla giustizia.

La piccola repubblica si trasformò nella capitale italiana del tabacco. E lo rimase anche quando un altro papa, Benedetto XIII, voglioso di alimentare le magre entrate del Vaticano, nel 1724 sottopose a dazio la coltura. 

Dopo la parentesi napoleonica, nel 1826 Cospaia fece atto di dedizione allo Stato della Chiesa, rinunciando all’ indipendenza dopo 385 anni.

Come riparazione ogni cospaiese ricevette un “papetto” d’argento con l’effigie di Papa Leone XII oltre al permesso di poter proseguire la coltivazione del tabacco.

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