Ruderi di un mondo che fu

il

Federico Cortese nel 1890 creò questa tela e la intitolò “Ruderi di un mondo che fu ”.

Ieri è stato inaugurato questo evento a Paestum.

In un racconto brevissimo ho immaginato le emozioni di Goethe quando arrivò su queste rive del Tirreno.

Vediamo i templi di Paestum nell’acqua del mare. Ma i templi i realtà non furono mai sott’acqua. Quella di Cortese è una fantasia, che s’ispira a una tradizione pittorica che tende ad evidenziare l’isolamento dei templi di Paestum in un paesaggio selvaggio e arcaico. Di questa visione romantica fa parte la palude che si estendeva attorno ai monumenti dorici del VI e V sec. a.C. dopo che la città di Paestum, fondata intorno al 600 a.C., fu abbandonata circa 1400 anni dopo, intorno all’800 d.C. Oggi, però, la visione di Cortese non sembra più un mero capriccio fantastico, dal momento che l’innalzamento del livello del mare a causa dei cambiamenti climatici minaccia molti siti UNESCO intorno al Mediterraneo, tra cui anche Paestum.”

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