Alle pendici del Vesuvio

I Borbone non si fecero mancare le regge.

Quella maestosa di Caserta è la più gettonata, ma non dimentichiamo le magioni di Carditello, Persano e Portici.

Quest’ ultima la vollero alle pendici del Vesuvio e vantava un bosco superiore, originariamente dedicato alla caccia, ed uno a valle, di tipo più ornamentale, esteso fino al mare.

Fu voluta nel 1738 dal re di Napoli, Carlo di Borbone, e dalla moglie, Amalia di Sassonia: era sedotta dai paesaggi del Sud. Chi dal Nord non lo sarebbe?

Per la sua realizzazione furono chiamati Giovanni Antonio Medrano, Antonio Canevari, Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga  “la crème de la crème” dei professionisti in campo.

Il 3 ottobre 1839 fu inaugurata una linea ferroviaria, la prima in Europa, che collegava la Reggia a Napoli.

Con la nascita dello Stato unitario, il Palazzo di Portici e il Parco reale furono assegnati dal Demanio alla Provincia di Napoli per la Reale Scuola Superiore di Agricoltura, istituita nel 1872. Nello stesso momento venne fondato un Orto Botanico nel giardino soprano della Reggia.

Piccola nota autoreferenziale.

Quando il mio primo figlio dovette scegliere la facoltà vi ci recammo: nel 1935 la Reale Scuola divenne Facoltà di Agraria della Università di Napoli Federico II.

Con la Scuola di Agraria, il Palazzo di Portici cambiò funzione, pur mantenendo l’anima di luogo di raccolta di collezioni, in questa fase storica, di tipo scientifico, si accumularono materiali botanici e mineralogici, entomologici e macchine agricole, strumenti scientifici di laboratorio e anatomo-zootecniche.

Rimando qui chi volesse documentarsi bene.

Antipasto

Torno a dedicarmi alla storia e alla bellezza..

Son stata in visita ortopedica, dolorosa come al solito per via delle iniezioni di acido ialuronico in genere utilizzato perchè la sua mancanza determina un indebolimento della pelle promuovendo la formazione di rughe e inestetismi.

Ma anche nel caso della gonoartrosi ed altre patologie. Spero di rimandare l’intervento chirurgico al quale mio fratello ha dovuto già sottoporsi.

La tecnica, sperimentata per la prima volta all’inizio degli anni ’70 del secolo scorso, prevede l’iniezione intra-articolare di sodio ialuronato.