Luogo di nascita di Caccioppoli

Cos’hai?
Niente. Sono solo una derivata sbagliata

(Dialogo tra Giulia Sofia Bakunin e suo figlio, Renato Caccioppoli).

Credo sia questo il miglior modo per accennare ad un Genio troppo poco ricordato. Me ne invaghii a tal punto che acquistai il film su di lui, che l’ 8 maggio del 1959 si suicidò con un colpo di Beretta 7 e 65 a Palazzo Cellammare di via Chiaia.

Nipote del rivoluzionario Bakunin, a Renato non mancarono purtroppo nè sofferenze nè nevrosi.

Piccola precisazione.

Chi era suo nonno? Michail Aleksandrovic Bakunin amava tantissimo Napoli considerandola, evidentemente, la città più adatta per accogliere le sue idee anarchiche e libertarie, e per farle germogliare. Vi soggiornò varie volte e ne apprezzava i profumi, gli ardori, il carattere ostinato e ribelle. Di Napoli amava soprattutto il caffè, «nero come la notte, dolce come l’amore, caldo come l’inferno».

Ma per il Genio della Matematica tutto cominciò in quella casa tra i Colli Aminei e Capodimonte, in via Vecchia San Rocco, a fianco all’ingresso del liceo Sbordone. E in quella villa dalla facciata diroccata, e dalle memorie leggendarie, vi nacque, trascorrendovi l’infanzia e la giovinezza.

Il suo è un talento fuori dal comune. Il Nostro dapprima si iscrisse alla Facoltà di Ingegneria, poi, nel 1923, passò alla Facoltà di Matematica. La sua carriera fu un’ascesa: subito dopo aver conseguito la laurea diventò assistente in Analisi Matematica del docente, nonché matematico italiano, Mauro Picone.

Renato Caccioppoli diceva: Qua, dentro l’istituto, solo tre persone conoscono la matematica: Carlo Miranda, il bidello Giggino Allocca e, modestamente, il sottoscritto.

La sua era una figura che non passava inosservata: passeggiava lungo la Riviera di Chiaia col solito impermeabile beige stazzonato.

Celebre la sua amicizia con Enzo Striano. Entrambe partecipavano alle vivaci riunioni nella casa del matematico Renato Caccioppoli, occasioni straordinarie di riflessione e di dibattito critico su temi che spaziano dalla letteratura alla filosofia, alla scienza, alla politica, alla musica.

2 risposte a "‘ O Genio"

  1. Non era tra “i ragazzi di via Panisperna”…
    Lo scambio “Cos’hai? Niente. Sono solo una derivata sbagliata” è una dolorosa meraviglia.
    E pure “Qua, dentro l’istituto, solo tre persone conoscono la matematica: Carlo Miranda, il bidello Giggino Allocca e, modestamente, il sottoscritto” è bellissima.
    Mi piacerebbe che tu approfondissi. Poi te pubblico sul mio celeberrimo blog 😀

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