Rimango in Spagna con una delle liriche di Rafael Alberti che preferisco.

Biondi, lucidi seni di Amaranta,
limati da una lingua di levriero.
Portico di limoni, dal sentiero
disviati che alla tua gola monta.

Rosso, un ponte di riccioli sormonta
il volto e incendia i tuoi ondulati avorii.
Morde e ferisce dei denti il biancore,
curvo, per aria, ti innalza nel vento.

Solitudine dorme in ombratura,
calza il suo piede di zeffiro e scende
dall’alto olmo al mar della pianura.

E il corpo in ombra, oscuro,

le si accende,

e gladiatrice, come brace impura,

tra Amaranta e il suo amante si distende.

11 risposte a "Amaranta"

    1. Affatto.
      Si vede che non mi conosci. Ho scritto persino sonetti alla maniera shakeasperiana.
      Ma hai letto o ti limiti alla pupa?
      Dai che devo terminare le tagliatelle…al sugo!

        1. Ormai non ci spero, Frà.
          Devo parlare con tuo marito: son certa di convincerlo..
          Sapessi quanto son venute buone le tagliatelle..
          gnammmmm

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