Una sfida

glifi sillabica sumera

Che io ami le sfide lo sanno anche su Giove.

Alle spalle ho un pò di filologia, ma germanica non certo sumera, eppure questi segni mi entusiasmano e non solo perchè mi fan viaggiare all’indietro: la scrittura nasce in Mesopotamia (in particolare, dagli antichi Sumeri) intorno al 3000 a.C.

I segni che noi conosciamo ed utilizziamo son realtà ben più complesse di quanto appaiano. Nel linguaggio comune la parola segno indica quello che noi chiamiamo significante.

Ferdinand de Saussure,  linguista e semiologo svizzero, padre della linguistica chiama l’entità presente (che rappresenta, rinvia all’altra) significante; l’entità assente (alla quale rinvia il significante) è il significato.

Divina voce (2)

L’immagine è tratta dal film ‘Farinelli – Voce Regina‘ del 1994, diretto da Gerard Corbiau, con Stefano Dionisi e Enrico Lo Verso.

E’ scontato rivelare che l’ho comprato e visto?

Grazie alla preziosa competenza di Claudio rinvengo informazioni sul cantante pugliese castrato, Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi, nato in una famiglia agiata della noblesse de robe locale.

Lui non nasce castrato: pare che il fratello abbia eseguito la castrazione. Quella scena del film con il giovane cantante immerso nell’acqua bollente, acqua che si va tingendo di sangue, non la potrò mai dimenticare.

Perchè Farinelli? L’ipotesi più accreditata riconduce il nick name alla protezione, una volta giunto a Napoli, d’uno dei primi avvocati di Napoli, chiamato Farina.

Rimando al corposo ed interessante link lasciatomi da Claudio chi volesse approfondire.

Divina voce (1)

Una sera a Londra, una signora non sa resistere: «One God, one Farinelli!», grida, come in estasi, dal suo palco in teatro. Un solo Dio, un solo Farinelli. Quali altri termini di paragone potevano esserci per quel cantante diventato leggenda? Ma Carlo Broschi detto Farinelli, l’evirato cantore che aveva “stupito il mondo”, come gli disse a Vienna l’Imperatore d’Austria, ora è un uomo anziano.

Vive nella sua villa fuori Bologna. Ricchissimo e solo. La voce che aveva affabulato il pubblico di tutta Europa è perduta. A lui non resta che ricordare, evocare quello che non può più essere: se stesso, da giovane. E, immaginando che appaia davvero, implorarlo di rendere ancora presente, reale, il prodigio del suo canto.