La storia del noce di Benevento la potete leggere qua.

Luisa Muraro la approcciai del tutto casualmente: frequentavo il gruppo di lettura a Pastena (Sa).

In quegli anni ,in un soprassalto di ingenuità, credetti che nella mia città esistesse un serio Gruppo di Lettura.

Così tanto brigai che lo trovai e iniziai a partecipare.

Il suddetto lo scoprii “femminista” con gusto subliminale d’antan; loro decisero in maniera spiccia di intraprendere la lettura “streghesca”.

Erano femministe e le contestai quasi subito. Innanzitutto perchè ritengo quella fase conclusa e,poi, perchè alla ricerca di testimonianze non seppero avvalersi di una che aveva vissuto la giovinezza negli anni ’70.

La Muraro ha redatto una caccia alle streghe interpretata dalle sue vittime che furono parecchie tra il XIV e il XVII secolo.

Processate per stregoneria dall’Inquisizione, le loro deposizioni riportavano un’immagine ricorrente: quella della “Signora del Gioco”. L’intento del saggio è di commentare e interpretare le fonti processuali del periodo in cui vigevano provvedimenti repressivi estremi contro la stregoneria, ma c’è anche la volontà di indagare e di restituire la sua componente misteriosa e inconscia. Ciò che si riconosce oggi come proiezione inconscia di un’epoca in cui molto ha fatto la tradizione popolare, era allora per i giudici fatto reale su cui le donne erano chiamate a deporre. 

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