La disobbediente Cristina

ritratto di Vincent Vidal, 1836

La Principessa ha un pallore spettrale, porta turbanti e acconciature di stile insolito, abiti così eccessivamente scollati e vaporosi… firmato Conte Rudolf Apponyi, conte sì ma anche diplomatico ungherese.

Ma di chi stiamo parlando?

Dell’intrepida Cristina Trivulzio di Belgiojoso, una donna che andrà oltre il perbenismo, appartenente a una delle più importanti famiglie milanesi.

Viene menzionata soprattutto per aver fatto sua la causa risorgimentale italiana. E averla sovvenzionata in parte.

Corteggiatissima, si vota alla causa con ardore.

Non dobbiamo mai dimenticare l’ardua e doppia impresa del nostro secolo, consiste nel distruggere e fecondare nello stesso tempo non dobbiamo dimenticare che scopo finale del nostro destino sulla terra non è l’incivilimento, ma l’amore sociale, la fratellanza degli uomini, il trionfo della verità e del bene assoluto. Cristina Trivulzio

Di lei desidero evidenziare l’anticonformismo che ne fece una delle nobildonne più chiacchierate del secolo.

Secondo Honoré de Balzac lei avrebbe ispirato la figura della Sanseverina ne ‘La certosa di Parma’. La Sanseverina, ossia Angelina (Gina) Cornelia Isola Valserra del Dongo (poi contessa Pietranera, duchessa Sanseverina e contessa Mosca).

L’ itinerario intellettuale di Cristina, tuttavia, è stato surclassato dalla figura che, per molti suoi coevi, fu di cortigiana raffinata, donna disobbediente, dai modi liberi e che non si sforza mai nel proprio modo di comportarsi di adeguarsi alle attese della buona società.