Commemoriamoli

Oggi è stata voluta una semplice, ma sentita commemorazione ai caduti in piazza Nicola Monaco, il fratello di mia suocera trucidato nelle Langhe.

Aveva 20 anni. Con lui ricordo tutti i caduti per la libertà.

Nicola ( 1924) l’ ultima classe chiamata in guerra, lasciò Sacco e la famiglia, divenendo militare e partigiano italiano, medaglia d’oro al valor militare.

«Accorreva tra i primi nelle file partigiane partecipando a numerose e rischiose imprese. Volontario in una azione di estrema importanza e del massimo rischio, circondato da forze soverchianti, resisteva sino all’esaurimento delle munizioni. Catturato, suscitava l’ammirazione del nemico che gli concedeva l’onore delle armi. Condotto in carcere, sottoposto ad estenuanti interrogatori seguiti da percosse rispondeva virilmente: «Preferisco morire piuttosto che tradire ».

A testa alta, sorridente, si avviava al luogo del supplizio e si immolava da eroe, come da eroe aveva combattuto. La sua voce non tremò nel lanciare l’ultimo grido: « Viva l’Italia! ». S. Albano Stura (Cuneo), 31 marzo 1945.

L’antico attraverso codici narrativi

Conobbi Marco Salvador durante la presentazione di un altro suo libro all’Orientale di Napoli.

Avevo preso a leggerlo un pò di anni prima non solo da cultrice di Storia, ma per il suo mood e le sue ambientazioni longobarde.

Saleno, la ‘Hippocratica civitas’ che mi ha dato i natali oltre 60 anni fa, è multistrato come una millefoglie. Tralasciando l’ immancabile epoca del dominio di Roma con la sua deportazione picena, bypassando la realtà della vicina Irna, è necessario che mi soffermi su un ruolo assai poco noto, quello che Salerno giocò in seno alla ‘Langobardia minor’.

Arechi I (590-640) operando una politica di espansione verso le coste campane  ancora in buona parte bizantine, giunse a conquistare importanti piazzeforti come Salerno e Capua. Con Arechi II fu garantita la sopravvivenza di un regno longobardo indipendente in Italia.

Autoproclamatosi “Princeps gentis Langobardorum”, il Nostro fortifica e rifonda le città del ducato, trasferendo a Salerno la sua corte: Salerno è capitale. Narra questa fase della sua storia Marco Hagge del quale son stata consulente per quindici servizi giornalistici.

Di questa storia Marco Salvador è a conoscenza per la scelta di campo.

Io stessa mi recai a Cividale come in un pellegrinaggio, riconoscendo il valore, almeno quanto il dominio di Roberto il Guiscardo, del regno longobardo durante il quale Salerno godette di un periodo floridissimo.

‘Lapis lydius’, ambientato a San Vincenzo al Volturno, tra la fine dell’VIII secolo e i primi decenni del IX, si dipana lungo una strada familiare all’autore.

Lo ribadì il Direttore dell’Archeologico partenopeo, Paolo Giulierini.

‘ Abbiamo cercato di percorrere la strada del racconto dell’antico attraverso codici narrativi che non fossero solo quelli del linguaggio scientifico, che pur costituisce la base essenziale ed imprescindibile di ogni lettura attendibile del passato: con una scrittura avvincente come quella di Salvador, autore ormai devoto al romanzo storico, intendiamo raggiungere un pubblico ampio e variegato’.

Ascesa di analfabeti funzionali e populismo: Umberto Eco l’aveva previsto

Son arrivato a questo contributo quanto mai interessante grazie a lui.

Gli AF di oggi hanno in più rispetto a quelli di ieri i social network a loro disposizione. Quelle che allora Umberto Eco chiamava “legioni di imbecilli” sono le stesse che oggi commentano sui social network dimostrando la totale incapacità, nonostante sappiano leggere e scrivere, di formulare pensieri sensati. Il ruolo dei social in tutto questo è quello di mezzo tramite cui le persone parlano senza doversi preoccupare delle conseguenze o assumersi le responsabilità di ciò che viene detto. Prima dell’avvento sei social era necessario acquisire il diritto di diffondere le proprie parole, che fosse per iscritto o oralmente. Oggi questo diritto lo hanno tutti e non tutti lo esercitano come dovrebbe essere fatto. Così accade che falsitàragionamenti privi di fondamenta e strumentalizzazioni politiche vengano diffuse dalla massa come se fossero reali, sensate, avvalorate dai dati.

Il pensiero di Emanuele Severino nella sua "regale solitudine" rispetto all'intero pensiero contemporaneo

UMBERTO ECO già negli anni Ottanta aveva previsto il diffondersi dell’analfabetismo funzionale contestualmente all’ascesa del populismo.

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Ascesa di analfabeti funzionali e populismo: Umberto Eco l’aveva previsto

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