Lied vom Kindsein

Bruno Ganz, l’ ineguagliabile angelo de ‘Il cielo sopra Berlino’, sorride da lassù: il film è stato restaurato con un complesso lavoro digitale sulle immagini e il suono, durato quasi un anno.

E’ stato curato personalmente da Wim Wenders e realizzato dalla Wim Wenders Stiftung. Ho molto amato questo film che viene presentato nelle sale in occasione dell’anniversario, il trentesimo, della caduta del Muro.

Il collega Francesco Lo Piccolo visse quei giorni del 1989 e ne scrive qui.

Dalla storia abbiamo imparato qualcosa in più: che il sentimento nazionale non sempre porta buoni risultati.

Neppure oggi a guardare quello che accade, a sentire chi invoca “prima gli italiani”, ad ascoltare un ex vicepremier che vuole grembiuli- ordine-disciplina, a vedere in Parlamento decine di persone che restano sedute e non si alzano ad applaudire la senatrice Liliana Segre.

«Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande.
Perché io sono io, e perché non sei tu?
Perché sono qui, e perché non son lì?
Quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?
La vita sotto il sole è forse solo un sogno?
Non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo
quello che vedo, sento e odoro?
C’è veramente il male e gente veramente cattiva?»
(da Lied vom Kindsein, in Il cielo sopra Berlino)

Castellani vs Nicolotti

Ponte dei pugni

Nel post precedente anticipavo l’argomento con l’immagine di una competizione che deve il suo nome a un’antica tradizione di Venezia: la Guerra dei pugni.

Se l’avessero imitata i Guelfi e i Ghibellini o i Montecchi e Capuleti il corso della storia, chissà, sarebbe stato ben diverso.

A Venezia due fazioni avverse, quella dei Castellani di San Pietro di Castello, e quella dei Nicolotti di San Nicolò dei Mendicoli, si scontravano a “pugni” sulla parte superiore del ponte, a quel tempo sprovvisto di ringhiere.

Mi sembra una ottima soluzione, quasi sportiva, se pensiamo che fare a pugni è una metafora efficace, ma meno cruenta delle guerre.

Il ponte è situato situato nel sestiere di Dorsoduro, nei pressi di campo San Barnaba.

Le origini di questa usanza sono incerte: si pensa possano risalire alle guerre civili tra Eraclea e Jesolo, ma forse anche all’uccisione di un vescovo di Castello da parte di uno della zona di San Nicolò.

Le due fazioni avevano anche usi differenti: quella dei Castellani portava berretti e sciarpe rossi, che si contrapponeva al nero dei Nicolotti.
Lo scopo era quello di gettare gli avversari nel rio sottostante. Vinceva la squadra che riusciva a tenere i suoi uomini sul ponte.

Queste animosità furono regolamentate intorno al 1292 ed erano ammesse da Settembre a Natale. Nel 1705, dopo una sanguinosa lotta che partì con i pugni sino ad arrivare a coltelli e sassi, furono definitivamente vietate.