Bruno Ganz, l’ ineguagliabile angelo de ‘Il cielo sopra Berlino’, sorride da lassù: il film è stato restaurato con un complesso lavoro digitale sulle immagini e il suono, durato quasi un anno.

E’ stato curato personalmente da Wim Wenders e realizzato dalla Wim Wenders Stiftung. Ho molto amato questo film che viene presentato nelle sale in occasione dell’anniversario, il trentesimo, della caduta del Muro.

Il collega Francesco Lo Piccolo visse quei giorni del 1989 e ne scrive qui.

Dalla storia abbiamo imparato qualcosa in più: che il sentimento nazionale non sempre porta buoni risultati.

Neppure oggi a guardare quello che accade, a sentire chi invoca “prima gli italiani”, ad ascoltare un ex vicepremier che vuole grembiuli- ordine-disciplina, a vedere in Parlamento decine di persone che restano sedute e non si alzano ad applaudire la senatrice Liliana Segre.

«Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande.
Perché io sono io, e perché non sei tu?
Perché sono qui, e perché non son lì?
Quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?
La vita sotto il sole è forse solo un sogno?
Non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo
quello che vedo, sento e odoro?
C’è veramente il male e gente veramente cattiva?»
(da Lied vom Kindsein, in Il cielo sopra Berlino)

2 risposte a "Lied vom Kindsein"

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