Quindici anni

Ho mantenuto un’altra promessa.

Lui stesso racconta in commento da quale esperienza è nata questa sua creatura.

Fu una giornata bellissima e dolorosa allo stesso tempo, Una ragazzina che desideravo frequentava una compagnia di ragazzi. La osservavo da lontano, convinto di essere invisibile ma lei mi aveva notato. Mandò un ragazzo per invitarmi nella sua compagnia. Mi voleva. Accettai l’offerta, ma mentre passeggiavo con loro rimasi in silenzio, non osavo avvicinarmi. lei aspettava solo di essere presa sottobraccio, aspettava di correre con me sulla spiaggia. Non feci niente e dopo alcune ore di silenzio, lo stesso ragazzo mi chiese di lasciare la compagnia. Me ne andai sconsolato con la disperazione nel cuore. Impiegai mesi per metabolizzare quella giornata. Ancora oggi la ricordo come un momento importante della mia vita.

Mesopotamia, Gilgamesh a parte

Se digito la parola Mesopotamia, a molti verranno in mente parole come Mezzaluna Fertile, terra dei due fiumi e, i più esperti, Uruk, Gilgameš, ziqqurat e re Assurnasirpal.

Nulla di tutto ciò intendo riprendere.

Solo una fetta minima di archeologi sa che a sud-ovest di Nassiriya, si trova traccia di una prima opera di canalizzazione dell’alluvio fluviale, databile intorno al 5.000-4.800 a.C.

Si, avete letto bene, quella stessa Nassiriya teatro di attentati di Nassiriya, ovvero di attacchi terroristici del 2003/06 durante la guerra d’Iraq contro le forze armate italiane partecipanti alla missione militare denominata “Operazione Antica Babilonia”.

Sapete il motivo del mio interesse?

In Mesopotamia ha avuto inizio  l’agricoltura estensiva (perlomeno stando alle attuali ricerche).

Il ritrovamento di questi scavi, e di insediamenti nelle vicinanze, ci fa capire come operassero: servivano sia all’irrigazione di campi agricoli che al drenaggio di zone acquitrinose e paludose nelle vicinanze del delta. I campi, prossimi al canale dalla parte del lato corto, venivano irrigati e arati in direzione del lato lungo; questo dava maggior possibilità di irrigarli tutti.
Non tutti i terreni erano coltivati, ma si attuava una rotazione biennale, lasciando riposare i campi utilizzati durante l’anno precedente.

I terreni più vicini alla canalizzazione servivano per coltivare cipolle, aglio, legumi,  palme da dattero e anche olive per ottenere olio. Gli altri erano destinati ai cereali: orzo, frumento, farro.

Le tavolette sumeriche ritrovate e tradotte riportano che molti campi vennero abbandonati per troppa salinizzazione, dovuta all’acqua (in parte salmastra vista la vicinanza al mare a quei tempi) non drenata che, evaporando, lasciava il sale sulla superficie del terreno.

Una testimonianza

Desidero evidenziare quanto lui mi ha lasciato in commento…

L’ho saputo adesso leggendo questo tuo articolo. Sono dispiaciuto e commosso. Devo la mia formazione anche grazie ai suoi meravigliosi saggi. Ricordo in particolare il suo “Le forme del bello” un libro che mi ha aperto gli occhi sul concetto di “Bello” in arte. Un grandissimo filosofo.