Il 14 Maggio 2009, più di dieci anni fa, il vettore Ariane 5 fu lanciato dalla base spaziale di Kourou, nella Guiana Francese, con le due sonde Herschel e Planck.

Questi due telescopi spaziali sono stati progettati per rivelare alcuni dei segreti più nascosti dell’Universo, come  la formazione delle stelle e delle galassie (Herschel) e il big bang (Planck). Al raggiungimento di questo obiettivo così sfidante ha lavorato un team composto da oltre 500 persone, oltre a 90 sottocontraenti provenienti da 17 differenti Paesi. Thales Alenia Space  ha un avuto un forte ruolo nella missione con il coinvolgimento di tutte le sue  sedi : Cannes, Torino, Madrid, Charleroi, Milano, Tolosa, Roma e L’Aquila, insieme a  Bristol e Zurigo, pochi anni dopo.

Dal 2009 al 2013 Planck ha raccolto dati che hanno fornito alla cosmologia una descrizione definitiva dell’universo alle scale più grandi e più piccole. «Misure che hanno portato alla determinazione dei parametri cosmologici (contenuto di materia, geometria ed evoluzione dell’universo) con una precisione senza precedenti», dice la motivazione del Premio Gruber, assegnato nel 2018 al team del telescopio spaziale Planck dell’Agenzia spaziale europea e ai due responsabili dei suoi strumenti scientifici, Nazzareno Mandolesi e Jean-Loup Puget.

Questa scommessa ha dispiegato una importante ‘potenza di fuoco’ finanziaria e umana.

L’altro , Herschel, è il telescopio spaziale più potente del mondo per la ricerca del calore e viaggia con Planck, satellite destinato allo studio della debole radiazione che ha riempito l’Universo subito dopo il Big Bang.

L’osservatorio venne intitolato a un altro gigante della scienza, l’astronomo e musicista tedesco William Herschel che nel 1781 scoprì il pianeta Urano. 19 anni dopo, Herschel scoprì anche una forma di luce invisibile che in seguito fu definita dagli scienziati “radiazione infrarossa” e che oggi noi conosciamo più semplicemente come “calore”.

Mi interesso a questa tema non solo perchè mi è caro, ma soprattutto per la notizia battuta ieri dall’ANSA: Nuova ipotesi sull’universo, potrebbe essere chiuso.

Pare che i dati del satellite Planck siano la spia di una nuova fisica che metterebbe in dubbio , nientemeno, l’attuale modello cosmologico secondo il quale l’universo è piatto.

Lo studio reca la firma di Alessandro Melchiorri, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dell’Università Sapienza di Roma, Eleonora Di Valentino, dell’Università britannica di Manchester, e Joseph Silk, dell’Università Sorbona di Parigi.

Come è da immaginarsi, prudente è stata la risposta di parte della comunità scientifica, che ritiene opportune ulteriori analisi dei dati per la conferma del nuovo modello.

L’intera scoperta si può fruire qua.

5 risposte a "Una nuova fisica?"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...