Ecco a voi il ponte della Maddalena, dalle arcate asimmetriche con quella centrale talmente alta e ampia che la sua solidità sembra una sfida alla legge di gravità.
Che sia stata un’idea scaturita a Matilde di Canossa non si sa. Gli storici danno a Castruccio Castracani il completamento dell’ opera nel XIV secolo.
E’ certo che serve ad unire le due rive del fiume Serchio a Borgo a Mozzano (Lucca).
Ma questa struttura ha un nome comune ( pure Salerno ‘vanta’ un ponte costruito da Belzebù): ponte del diavolo.
Secondo una leggenda, il capomastro, disperato per i ritardi causati dalle continue piene del fiume una sera iniziò ad imprecare e invocare Satana.
Il demonio si materializzò e gli propose un patto.
Lui , in una notte, avrebbe terminato il ponte: in cambio voleva l’ anima del primo che lo avrebbe attraversato. Il capomastro accettò ed il diavolo ultimò il ponte.
Sbollita ira all’uomo sorsero rimorsi e corse dal parroco della vicina chiesa per chiedere consiglio. Il parroco era molto astuto e gli suggerì di far attraversare il ponte da un cane.
E così fu fatto.
Satana infuriato gettò il cane nel fiume e sparì tra fuoco e fiamme.
Ancora oggi si dice che spesso si vede transitare sul ponte un cane maremmano bianco..

..qualcuno narra che il suo corpo pietrificato giaccia nel fiume.

6 risposte a "Quando il diavolo ci mette la coda"

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