Dedicato a Claudio

Un unico dipinto ma di grande valore artistico, questo del piemontese Cesare Saccaggi. Si intitola “Preludi” e fu realizzato nel 1914, anno in cui fu esposto alla XI Biennale di Venezia.

La scena si svolge in un’atmosfera lieve e romantica. In primo piano si trova una coppia di innamorati seduti in un salotto in cui una giovane assorta suona l’arpa.

Ma non seguono la musica: lui la scruta dubbioso e lei sfugge il suo sguardo. Con questo dipinto, capolavoro di virtuosismo pittorico, Saccaggi mostra la sua straordinaria capacità di elaborare i dettagli, come si può vedere nel sontuoso abito della protagonista, ma anche di saper cogliere la psicologia dei personaggi e i loro sentimenti, immergendoli in un’atmosfera delicata e sospesa, resa dalla luce calda che entra dalla finestra e dal lieve e quasi udibile elemento musicale.

Non è un caso che il pittore si sia servito della musica per esprimere su tela uno stato d’animo e l’aura sublime di un momento: Saccaggi, oltre che pittore era anche compositore ed esecutore di musica, in grado di suonare un’opera intera senza fare uso di spartito, capacità che lo rendeva molto gradito nelle riunioni di amici e in società.

Siamo tutti veneziani

Salerno subì un’alluvione nel 1954. Mio marito se la ricorda..

Oggi i miei pensieri sono per Venezia, ancora una volta offesa dagli eventi meteo, da una buona dose di mancanza di sensibilità degli amministratori locali (e in alcuni casi anche della disonestà) e non.
La mia solidarietà ai veneziani, alle vittime (e ai loro parenti), a coloro che hanno subito danni e a tutti coloro che soffrono nel vedere soffrire questa città unica.
Venezia è un patrimonio di tutti noi.

Le sue ferite sono anche le nostre.