Disegna la tua storia con un’immagine di Marzia – Il violoncello

Newwhitebear's Blog

Marzia di Alchimie mi ha inviato questa immagine sfidandomi a duello. Cosa produrrò con nquesta?

Immagine inviata da Marzia

Ecco cosa ho prodotto.

Buona lettura

Nicola voleva vincere la sfida: suonare il violoncello davanti all’intera Venusia.

Aveva studiato al conservatorio di Ludi ma all’esame finale era stato bocciato.

Lui non ha potuto, né voluto accettare la sconfitta. Così si è messo d’impegno a suonare il violoncello per raggiungere le vette di Mstislav Leopol’dovič Rostropovič e fare ancora meglio di questo grande interprete.

Si è esercitato per dodici ore al giorno, sabato e domenica compresi. Solfeggi, passaggi musicali dove il La, il Do, il Re e il Sol vengono ripetuti con monotona precisione più volte per ore intere. Per fare questo e non essere disturbato si reca nella stanza della musica della Fortezza. Chi passa sotto le finestre sbuffa e afferma, non proprio a torto: «Che lagna».

Ascoltare una sola nota…

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Grazie Angelo

Di rado creo post autoreferenziali, ma stavolta mi prendo questa licenza.

In foto è il mio primogenito Angelo ( si chiama come mio suocero), ingegnere chimico molto appassionato anche di astronomia.

Oggi ha voluto un seminario sui rischi del Radon qui dove veniva in vacanza e dove è nata la famiglia di mio marito.

E’ stata la mia prima volta: ho assistito al suo intervento corredato di slide. Sia io sia il papà gli abbiamo dato una mano nell’organizzare l’evento che si è svolto nella migliore struttura che il Comune può vantare.

Ero abbastanza emozionata sebbene conoscessi la sua capacità dialettica e professionale. Far parte della vita di un figlio è una forte emozione. Forte quanto rendersi conto che lui è tanto cresciuto, svolgendo qui al Sud il lavoro per il quale ha studiato.

Grazie Angelo per questa possibilità che mi hai dato di stare con noi, di poterti aiutare un pochino. Grazie per la tua coerenza, la tua precisione nello spiegare ai convenuti i rischi e le misure da prendere per il Radon.

Inghen Ruaidh, la ragazza rossa

Premessa. Dedico a mio marito questo post: lui si ritiene discendente dei vichinghi.

Come sanno anche i canguri in Australia, la Scandinavia vantava centri commerciali che la collegavano all’ Europa centrale e orientale e all’Oriente.

Uno di essi era uno svedese, Bierkø ( letteralmente: “Isola delle betulle”) situata sull’isola di Björkö . Bene, durante l’epoca vichinga Birka o Birca fu centro attivo nei commerci.

Il sito era un fiorente centro mercantile che scambiava lungo i fiumi Dnieper e il Volga argento arabo e bizantino in cambio di pellicce e schiavi. Il ritrovamento di una necropoli non è una novità per gli archeologi: spesso la storia viene ricostruita attraverso i morti più che dei vivi.

L’attenzione sulla necropoli di Birka in Svezia ha connotati nuovi da qualche anno. La scoperta ha gettato ‘il sasso in piccionaia’.

Oltre mille anni fa, in quella che è attualmente la Svezia sudorientale, un ricco guerriero vichingo fu deposto in un sepolcro colmo di spade, punte di frecce e cavalli sacrificali. La tomba principale ritrovata rifletteva l’ideale del maschio guerriero vichingo, o, per lo meno, questo è quanto pensavano molti archeologi.

Ebbene, nuove analisi eseguite sul DNA delle ossa hanno permesso ora di scoprire che in realtà nel sepolcro c’erano i resti di una donna ( forse rossa).

Un testo irlandese di inizio del decimo secolo racconta di Inghen Ruaidh (“ragazza rossa”), una guerriera donna che condusse una flotta vichinga in Irlanda. Zori osserva che numerose saghe vichinghe, come quella dei Volsunghi risalente al XIII secolo, raccontano di shield maidens (le cosiddette Skjaldmær, letteralmente “giovani donne scudo” che avevano scelto di combattere come guerriere, ndt) che combattono al fianco dei guerrieri maschi. Ma alcuni archeologi hanno considerato queste guerriere donne un semplice abbellimento mitologico, una credenza colorata dalle aspettative moderne sui ruoli di genere.

Avrà gongolato Anna Kjellström, archeologa dell’Università di Stoccolma: già dall’inizio qualcosa che non le tornava. Quelle ossa pelviche e la mandibola avevano dimensioni più simili a una donna che a un uomo.

Il resto lo potete approfondire qua.