Indaffarato

Mio marito stenta a sbloccarsi dalla morsa di Morfeo. No, non ha bevuto ..che andate a pensare..

Ieri mattina era sul Comune perchè eran richiesti moduli per nuovi associati alla Protezione Civile; subito dopo il pover’uomo ha iniziato ad ‘archiviare’ la legna tagliata e, poi, scaricata dal boscaiolo ( fonte, un nostro querceto).

Oggi è tornato l’impiantista per sostituire la caldaia. E ha dovuto dargli una mano..

Lo avevo minacciato dopo la quarta volta: ‘O tornate con la nuova o con l’esorcista e l’acqua santa’!!!

Φαρμακεία (1)

Come sanno pure gli indios dell’Amazzonia dal greco ϕαρμακεία  discende il nome di un luogo che tutti frequentiamo ( alzi la mano chi riesce a starsene alla larga…).

In dialetto per indicare la bottega in senso generico facciamo uso ancora della parola ‘ puteca’ o ‘putea’.

Croce e delizia, parlo della farmacia che ha nel caduceo il suo simbolo universale. Ma chi conosce la sua storia?

La storia affonda le radici nella Babilonia di Ur e nel più antico testo di farmacologia invece risale al 2700 a.C.

Le Sacre Scritture non ne sono estranee, ça va sans dire: nella Bibbia con la parola בית מרקחת (farmakia) si definivano tutte le arti con cui Babilonia sedusse il mondo, ovvero filtri amorosi e afrodisiaci. La Sacra Scrittura ricorda parecchi balsami e a Salomone è attribuito un libro sull’arte di preparare i medicamenti.

Tagliando corto, è l’anno del Signore 1231 quando Federico II, con le Costituzioni di Melfi, rivoluziona i servizi sanitari segnando l’inizio della medicina moderna.

L’imperatore decide infatti di limitare il numero delle farmacie e mettere lo speziale sotto la sorveglianza del protomedico; non solo, ma vieta l’esercizio a chi non sia autorizzato da un apposito collegio, proibisce ogni rapporto d’interessi fra medico e speziale e dà disposizioni per la conservazione dei farmaci.

Nell’epoca dei Comuni la farmacia diventa il luogo in cui le persone colte della città si riuniscono per passare in rassegna le questioni più importanti del momento, da quelle scientifiche a quelle politiche ed artistiche. Non a caso nel 1583 nella Farmacia Lasca in Firenze vedrà la luce l’Accademia della Crusca.

Forse non si sa ( e io che ci sto a fare, sennò?) che sul farmacista girano filastrocche.

Un esempio? L’eredità di uno speziale è così ambita da dare origine alla celebre conta “Ambarabà ciccì e cocco” che – sotto metafora – racconta come tre pretendenti si contendano la mano della figlia del farmacista del paese.