Ore 19 e 34. Per un lungo minuto la terra tremava, coinvolgendo Basilicata e Campania. Era il 23 novembre 1980.

Il suono di quell’urlo lanciato dalle profondità della terra mi ha accompagnato per anni.

Un violentissimo terremoto colpisce ampie zone tra la Campania e la Basilicata con un bilancio pesantissimo.

In Irpinia, la catastrofe è devastante: oltre 600 sono i comuni colpiti, 30 dei quali considerati disastrati. I morti sfiorano i 3.000, più di 8.000 i feriti, i senzatetto raggiungeranno cifre apocalittiche, vicine ai 250.000. Il sisma interessa oltre 5 milioni di abitanti ed è così violento da provocare addirittura il crollo di un palazzo a Napoli, nel quartiere di Poggioreale. L’estensione del sisma riguardò un’area vastissima di oltre 17.000 km/q, con una profondità dell’epicentro di oltre 30 km.

Noi eravamo in casa. Era di domenica. Il secondo, nato da 4 mesi dormiva; al primo leggevo la favola de ‘La lampada di Aladino’.

Andò via la luce e il rombo iniziò.

Una delle mie sorelle era per strada; mi raccontò che aveva visto gli alberi piegarsi, vinti dal fremito spaventoso.

3 risposte a "Per le vittime di ogni terremoto"

  1. Ricordo, ricordo come un rombo lontano… tu me l’hai fatto sentire di nuovo vicino.
    Grazie del ricordo: certe cose non si diimenticano, i terremoti si stampano nel dna di una persona….

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