Mientras por competir con tu cabello

Alchimie

La stagione mi spinge nelle braccia di un poeta spagnolo che amo molto e che con Quevedo rappresenta la punta di diamante del Siglo de Oro: Luis de Góngora y Argote. Pubblico una delle liriche che mi ha afferrato maggiormente e la lascio prima nella versione originale affinchè si possa ascoltare la sua musicalità.

Soneto

Mientras por competir con tu cabello,

oro bruñido al sol relumbra en vano;

mientras con menosprecio en medio el llano

mira tu blanca frente el lilio bello;

mientras a cada labio, por cogello.

siguen más ojos que al clavel temprano;

y mientras triunfa con desdén lozano

del luciente cristal tu gentil cuello:

goza cuello, cabello, labio y frente,

antes que lo que fue en tu edad dorada

oro, lilio, clavel, cristal luciente,

no sólo en plata o vïola troncada

se vuelva, mas tú y ello juntamente

en tierra, en humo, en polvo, en sombra,

en…

View original post 86 altre parole

La strada dei libri passa da…

La strada dei libri passa da… è la rassegna rivolta a bambini e famiglie che per un fine settimana porta i libri e le letture in teatro, al museo, al cinema, nelle case della musica e anche a casa tua.

Spettacoli teatrali, letture, laboratori musicali, visite speciali dentro ai musei e poi ancora storie a sorpresa da ascoltare al telefono senza spostarsi da casa…

Per il PROGRAMMA COMPLETO rimando qua.

La strada dei libri passa da… è un progetto ideato da Damatrà onlus all’interno del programma regionale di promozione della lettura LeggiAMO 0-18 FVG e realizzato grazie alla collaborazione di altri Enti.

Non ultimo il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, il Museo Civico Federico de Rocco di San Vito al Tagliamento, il Museo del Territorio di San Daniele del Friuli, le Biblioteche di Carlino, Cervignano del Friuli, Cormòns, Palazzolo dello Stella, Rivignano Teor, San Daniele del Friuli, San Giovanni al Natisone, San Vito al Tagliamento e Udine.

Disegna la tua storia con Marzia – Le chiavi

Caffè Letterario

L’amica Marzia mi ha stuzzicato un’altra volta proponendomi un immagine intrigante. Ho accettato la nuova sfida che propongo qui.

Immagine fornita da Marzia

Buona lettura.

 A Ludi c’è un grande museo di opere moderne. Abbastanza famoso da attirare le attenzioni dei turisti, che arrivano a frotte da tutta la pianura di Ludilandia.

Loro non ci capiscono granché, perché le opere esposte sono talmente astruse da disorientare anche il più vispo dei venusiani, che sono notoriamente saccenti e dal palato sopraffino.

Carola dopo aver frequentato l’università per giovani artisti è stata assunta dal Museo degli Orrori, così lo chiamano i ludiani. In realtà ha un nome più pomposo Museo degli artisti emergenti. Però si sa come vanno a finire queste vicende. Qualcuno ha obiettato che anziché opere d’arte sono inenarrabili schifezze che fanno orrore tanto sono brutte. Il passo è stato breve quando si è citato questo museo. Così per…

View original post 441 altre parole

Gli occhi al cielo

Sono credente e dedico un apporto alla Madonna per quanto sta accadendo in Veneto, Liguria e Piemonte, Calabria. Per i morti in mare di stanotte che non deve farci dimenticare chi cerca aiuto nel Tirreno e muore a largo delle nostre coste.

I Tg ‘regalano’ immagini apocalittiche. Gli amministratori devono scuotersi.

Premessa: i salernitani han conosciuto nel 1954 una tremenda alluvione.

Il mio cuore è con quanti stanno conoscendo momenti di timore e son evacuati. Imperizia umana, ingordigia, appalti edilizi mal attribuiti e concessi son responsabili e Dio sa cos’altro.

Lucia, la mia consuocera veneta ha una casa a Cortina d’Ampezzo e mi raccontava di un suo colloquio del quale riporto solo un interrogativo che faccio mio: ‘ perchè continuate a costruire quando ci son già tante case?’.

A Salerno han coperto i fiumi.

W Tersicore!

Tutto il post lo devo a Claudio che gentilmente stanotte mi ha inviato il materiale.

Michael Praetorius (ovvero Schultheiß; 15 febbraio 1571 - 15 febbraio 1621): La Canarie (da Terpsichore, Musarum Aoniarum, 1612, n. 31). Eduardo Antonello esegue tutte le parti.

Canaria o canario (anche canarie, canary) è una danza rinascimentale ispirata da una forma tradizionale propria delle isole Canarie, forse quella nota come tajaraste.

Era molto diffusa in Europa fra Cinque e Seicento, tanto che venne menzionata anche da Shakespeare (in Pene d’amor perdute, in Tutto è bene quel che finisce bene e nelle Allegre comari di Windsor). Di andamento rapido, in ritmo ternario o doppio ternario, soddisfaceva la tendenza esotizzante della società del tempo con la bizzarria dei suoi movimenti, che alternavano saltelli e passi martellati (tacco e punta).

Viene menzionata per la prima volta nel Libro de Música de vihuela (1552) di Diego Pisador, che però non la descrive come una danza bensì come un canto funebre (endecha de canario). I più antichi esempi musicali si trovano nei trattati di danza della fine del Cinquecento.

Nel Ballarino (1588) Fabrizio Caroso la pone a conclusione della coppia gagliarda-saltarello (o rotta); ne dà inoltre una descrizione completa, come danza autonoma, articolata in sei mutanze (serie di figure).

Tanto Thoinot Arbeau nell’Orchésographie (1588) quanto padre Marin Mersenne nell’Harmonie universelle (1636) ne sottolineano il carattere selvaggio. Compare anche nelle Nuove inventioni di balli (1604) di Cesare Negri.
Caduta in disuso, come danza, nella seconda metà del Seicento, entrò tuttavia a far parte della suite strumentale e fu accolta anche nell’opera: se ne possono trovare esempi in composizioni di Jacques Champion de Chambonnières e di François Couperin, nelle Pièces de clavessin op. II (1669) di Johann Caspar Ferdinand Fischer, nel Suavioris harmoniae instrumentalis hyporchematicae Florilegium (1a parte, 1695) di Georg Muffat e ancora in lavori di Jean-Baptiste Lully, Johann Kusser, Georg Philipp Telemann e Jan Dismas Zelenka, e inoltre nella semi-opera tragicomica in cinque atti di Henry Purcell The Prophetess, or The History of Dioclesian (1695).
Occasionalmente, il ritmo e l’andamento propri di questa danza si trovano in composizioni più recenti, come per esempio la suite Ballet de cour (1901-04) di Gabriel Pierné.
(Testo tratto dal Dizionario di musica della Utet [DEUMM], riveduto e ampliato.)