Sarà una sfida, la poesia evoca immagini che si devon scegliere con cura maggiore. Ma a me piacciono le sfide e cercherò di creare un video su questa splendida lirica spagnola.

Alchimie

Rimango in Spagna con una delle liriche di Rafael Alberti che preferisco.

Biondi, lucidi seni di Amaranta,
limati da una lingua di levriero.
Portico di limoni, dal sentiero
disviati che alla tua gola monta.

Rosso, un ponte di riccioli sormonta
il volto e incendia i tuoi ondulati avorii.
Morde e ferisce dei denti il biancore,
curvo, per aria, ti innalza nel vento.

Solitudine dorme in ombratura,
calza il suo piede di zeffiro e scende
dall’alto olmo al mar della pianura.

E il corpo in ombra, oscuro,

le si accende,

e gladiatrice, come brace impura,

tra Amaranta e il suo amante si distende.

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12 risposte a "Amaranta"

    1. Non la conoscevi?
      http://www.polimniaprofessioni.com/rivista/rafael-alberti-e-limmagine-che-freme/

      Rubios, pulidos senos de Amaranta,
      por una lengua de lebrel limados.
      Pórticos de limones, desviados
      por el canal que asciende a tu garganta.

      Rojo, un puente de rizos se adelanta
      e incendia tus marfiles ondulados.
      Muerde, heridor, tus dientes desangrados,
      y corvo, en vilo, al viento te levanta.

      La soledad, dormida en la espesura,
      calza su pie de céfiro y desciende
      del olmo alto al mar de la llanura.

      Su cuerpo en sombra, oscuro, se le enciende,
      y gladiadora, como un ascua impura,
      entre Amaranta y su amador se tiende.

        1. Alberti rimanda al genere ‘Barocco’ che in Gòngora e Quevedo cantava i suoi più alti rappresentanti.
          Siglo de Oro con un retrogusto amaro..
          Non voglio annoiarti e ti copio da Wikipedia.
          ‘Posteriormente, durante il secolo XVII, l’espressione letteraria fu dominata dai movimenti estetici del concettismo e del culteranesimo, il primo nella poesia di Francisco de Quevedo, il secondo nella lirica di Luis de Góngora. Il concettismo si distinse per l’economia della forma, al fine di esprimere il massimo significato con il minimo delle parole. Questa complessità si manifestava in paradossi ed ellissi. Il culteranesimo, al contrario, estendeva la forma da un significato minimo e si distinse per la complessità sintattica, per l’uso dell’iperbole, che rende molto difficile la lettura, e per la profusione di elementi ornamentali e colti nel poema, che dovevano decifrarsi come un enigma.

          Entrambi sembrano comunque le facce di una stessa moneta che cercava di raffinare l’espressione per renderla più difficile e cortigiana. ‘

        2. Io son una convinta assertrice che il web debba farci crescere.
          Io ho imparato scegliendo con cura i miei interlocutori.
          E’ stato un lavorio lungo ma ha dato i suoi frutti.
          Notte Amaranta
          🙂

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