Il paese è Castelrotto in Alto Adige Orientale.

Ci son giunta attraverso un documentario che mi ha letteralmente entusiasmato.

Il comune è collocato ai piedi dell’Alpe di Siusi e offre diverse attrattive, non solo legate alla montagna..

Una che mi è piaciuta di più è legata ad un hotel istoriato sulla facciata. Si tratta de ‘Il lupo’. L’autore di origini locali è Eduard Burgauner discendente dall’omonima famiglia di fornai.

Le prove generali il Nostro le effettuò sul suo villino, la villa “Felseck”. E’ là che darà un saggio della sua arte e anche una somma della sua poetica.

Eduard Burgauner nacque il 14 febbraio 1873. La madre fu prolifica, ma morì quando Eduard aveva appena cinque anni. Nulla sappiamo dell’infanzia e della prima gioventù di Eduard, ma è probabile che lo zio paterno, Johann Burgauner, un pittore abbastanza noto all’epoca e a cui si deve anche la pala d’altare dedicata al cuore di Maria SS. nella chiesa di Castelrotto, abbia incoraggiato il nipote nei suoi primi tentativi sulla via dell’arte.

La facciata è un tripudio di angioletti che inizia attorno alle finestre del sottotetto, circondate da uno stuolo di angioletti, la Madonna con Gesù bambino viene adorata dal santo patrono degli osti in ginocchio, a sinistra c’è San Floriano come protettore contro il pericolo sempre incombente degli incendi e a destra San Michele.

Accanto all’Erker (la tipica finestrella in aggetto) è rappresentata a destra la famiglia dell’oste e a sinistra un macellaio. I putti con la testa di maiale e le salsicce esaltano l’offerta di carni della casa, di cui evidentemente faceva parte anche una macelleria. L’iconografia viene completata da alcuni versi (che traduco senza pretese di eccessiva fedeltà):

Già Abramo macellò un agnello
Per offrirlo a Dio in vece
Del figliuol suo Isaaco –
antica assai
è l’arte dei macellai

Dopo questa patente di nobiltà per la corporazione si legge più realisticamente

Per prosciutto e arrosto
Questa casa è un buon posto

E salsicce prelibate
Fan le gole assetate

Ma tutto è risolvibile: lo prova un putto assiso a mo’ di Bacco su una botticella. Per liberare l’ospite da remore cosci o inconsci c’è un’ultima quartina:

Impara l’uom del bere l’arte
assai pria del mangiare
e anche tu, o buon cristiano,
di ber non ti scordare!

 

3 risposte a "Il paese dell'arte"

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