Quando suonavano le canne

 Pieve di Santa Felicita a Faltona 

Il comune di Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, ha celato per secoli un monile seicentesco.

Si tratta di un organo creato da Bartolommeo Stefanini nel 1696.

Come capita solo a Nord ( qui abbiamo avuto una disattenzione e un menefreghismo inauditi e non solo per quanto riguarda gli organi a canne!) si è voluto restaurare sia la parte lignea sia la fonica.

Ho ascoltato il suono di un organo settecentesco ( un raro superstite) nella chiesa matrice di Castelcivita (Sa). Mi ha emozionata oltre ogni dire ascoltare il ‘Te Deum’ in quella modalità. Ma la fonica non è stata toccata per volontà dell’allora Soprintendente. Così se ne son occupati con piccoli interventi il sacrestano e suo figlio ( durante l’ esecuzione il figlio azionava il mantice, ndr). Ed è ancora più straordinaria la sua esistenza in un paesino sugli Alburni.

Nel 2010 a Borgo San Lorenzo (Fi) venne voluta una conferenza stampa alla quale han partecipato Riccardo Lorenzini ( “parte fonica”), Massimo Drovandi ( restauratore “parte lignea”) e Marilisa Cantini (Responsabile Comitato Promotore).

E’ doveroso lasciare due cenni sull’artista e il suo magnifico lavoro tenendo conto di quanto significasse creare una simile meraviglia. In passato ne ho accennato qua.

Anno 1696 – Bartolommeo Stefanini di Lucca, maestro organaro di grande fama (n.1660 – m.1734), costruisce l’organo su committenza dei religiosi della Chiesa della Badia Fiesolana (Fiesole). 

Anno 1812; l’esercito napoleonico visto la preziosità di questo strumento, smonta l’organo per trasportarlo in Francia, ma per la sua pesantezza viene abbandonato nel territorio fra le cosiddette Quattro Strade e Mulinaccio. 

Anno 1816 circa; una volta rientrato in possesso delle autorità ecclesiastiche  l’organo viene collocato  nella Chiesa del Convento di Santa Maria alla Scala in via della Scala a Firenze. 

Anno 1845 circa;  una volta tolto dalla chiesa fiorentina viene collocato nella Pieve di Santa Felicita a Faltona nel comunità del Borgo San Lorenzo. Anno 1883; l’organo viene restaurato dal maestro organaro Carlo Paoli di Campi Bisenzio.

Compassione

Molti anni fa andai a visitare i genitori di un amico sacerdote: il papà stava morendo e soffriva di Alzheimer.

Mi recai nella stanza da letto ( faceva caldo): era di spalle, nudo. Per la prima volta vidi le piaghe da decubito. Un moto di compassione mi afferrò e nacque questa creatura scivolandomi quasi dalle dita..

Immagini di un altro mondo

Cassamus e i suoi giocatori di scacchi

Comunemente è noto come The Romance of Alexander ( The Roman d’Alexandre ), ufficialmente è il Bodleian Library, MS. 264.

E’ venerando: data di nascita oscillante tra il 1338 e il 1344 con due sezioni aggiunte circa nel 1400.

Le origini risalgono alle Fiandre, a Tournai ( Doornik in olandese, storicamente Dornick in inglese) un comune vallone del Belgio a 85 chilometri (53 miglia) a sud-ovest di Bruxelles sul fiume Scheldt.

Il Bodleian contiene confini foliati, numerose squisite miniature che illustrano le leggende di Alessandro Magno e scene marginali che raffigurano la vita di tutti i giorni. Il romanzo di Alessandro e le scene quotidiane furono completati nel laboratorio del miniatore fiammingo Jehan de Grise tra il 1338 e il 1344.

La Treccani ci documenta che, secondo il colofone, il manoscritto venne completato nel 1338 e l’opera di miniatura fu ultimata da J. il 18 aprile 1344: “Che livre fu parfais de le enluminure au XVIII jour. davryl. Per Iehan de Grise. Lan de grace. M.CCC.XMIII”.

Ma il testo conobbe due aggiunte nel 1400: Alexander e Dindimus. Di contro Li Livres du Graunt Caam di Marco Polo furono aggiunti in Inghilterra.

Marco Polo salpa per l’Estremo Oriente

Questa famosa miniatura inglese mostra Polo salire su una barchetta per portarlo fuori dalla nave ancorata nella laguna veneziana. 

Sebbene interpretata da un illuminatore inglese, la stessa città di Venezia è riconoscibile: la chiesa di San Marco con i suoi quattro cavalli di bronzo e il Palazzo dei Dogi al suo fianco e la colonna sul lungomare sormontata dal leone di San Marco.


Il museo della filosofia: le prime stanze

Dal 5 novembre 2019  e fino alla sera del 21 novembre l’Università degli studi di Milano ha aperto i battenti le prime due stanze del primo museo della filosofia.

La mostra Il museo della filosofia: le prime stanze è ospitata nelle Salette dell’aula magna, nel Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano, in via Festa del Perdono. Il Museo verrà ospitato dalla Biblioteca di Filosofia, cui si accede dal Cortile della Ghiacciaia, in via Festa del Perdono.

 Il Cortile della Ghiacciaia nel 1866. Foto di Icilio Calzolari.

La mostra sarà aperta anche oggi sabato 16 novembre, in occasione di Bookcity, con la presentazione del Catalogo alle 15, insieme a Giulio Giorello.

Rimando qui per conoscere meglio questa struttura opera di maestranze lombarde, la cui realizzazione riprese il progetto del Filarete e venne avviata nel 1486, quando il Capitolo ospedaliero dispose l’acquisto delle pietre e del materiale necessario alla sua edificazione e a quella del cortile adiacente, detto successivamente “della legnaia”.