Fragonard tra erotismo ed inquietitudine

Vi sbagliate di grosso se ritenete l’altalena un innocente passatempo e nulla più… ça va sans dire che cela un mondo simbolico inaspettato.

Conosciuto anche come I fortunati casi dell’altalena, Wallace Collection, Londra, 1767, L’altalena è senza dubbio il dipinto più celebre del grande pittore francese Jean-Honoré Fragonard.

Valido interprete dello spirito malizioso ed entusiasta tipico del Rococò, ci arriva attraverso la delicatezza del colore e la raffinatezza dei personaggi.

La tela è oggi considerata uno dei più importanti dipinti del XVIII secolo, fermando il tempo in un istante di pura bellezza.

Ma qual è il ‘background’ dell’opera?

Il tema per eccellenza di molte opere del ‘700, ovvero le feste galanti, incontri pubblici o clandestini dove gli amanti possono concedersi un momento di passione e frivolo corteggiamento

Il Nostro, nato sui colli che digradano verso Cannes, ha rappresentato una scena perfetto esempio di un inconsapevole triangolo amoroso. La figura maschile in basso a destra è nascosta nella penombra sotto fronde fiorite, mentre spinge placidamente la bellissima fanciulla al centro della scena. Ma perchè è in ombra?

A nascondercelo quasi è lo status sentimentale di quest’ultimo, marito o amante ormai dimenticato e sostituito da un pretendente nuovo e affascinante .

Per gli esperti è un committente un po’ libidinoso e guardone.

Ma leggiamo in controluce.

Il Nostro cela nelle sue tele frivole e un po’ “spinte” un’inquietudine, un sentimento di “festa finita” (e questo ci ricorda Watteau), o ancora una diffusa minaccia: le coppie nell’intimità, le belle ragazze che si crogiolano sensualmente nel letto, i baci e gli amplessi, le dormienti, le bagnanti, tutto quel piccolo, simpatico mondo di grazia e di intimità viene osservato da un pittore che vuole rammentarci quanto la giovinezza non duri e quanto i momenti di lasciva tenerezza siano fugaci e rari.

L’aria stava cambiando: la Rivoluzione e Robespierre non era così,poi, tanto lontani.

L'avete mai fatto??

Aggiornerò presto, ma prima ho dovuto terminare la creazione con materiali di recupero di un albero di Natale ‘monumentale’.

Intendo un albero con materiali di recupero. Magari, abitando vicino ad una spiaggia se ne trovano a go gò.

‘Ogni scaraffone è bello a mamma sua’!!!

L’anno scorso ho utilizzato un ramo di erba citronella…quest’anno si cambia! Chi indovina i materiali usati per questo?

Step number two

Il passato che ritorna

Per caso, facendo ordine nel mio archivio, mi son imbattuta in una lettera che l’ex ragazza del mio secondo figlio ci scrisse: lui l’aveva lasciata.

Non ne poteva più. Avrebbe avuto bisogno di una terapia: come mi disse un’ amica psicologa :’ aveva la distruzione dentro e la portava’.

Lei D. ha lasciato questa terra da 5 anni per mano dei medici del nosocomio cittadino. Non metto nomi, ma chi mi segue capirà di quale città parlo.

Dopo averle riletta ho pianto a dirotto.

Salve vi scrivo questa lettera perché ho davvero bisogno di parlare con voi di tutto ciò che sento e so che a voce non ci riuscirei.

Innanzitutto quando devo chiedervi scusa per il mio comportamento degli ultimi 5 anni e mezzo : so benissimo che all’inizio della relazione tra me ed E. non ne eravate contenti e che dopo io non ho fatto molto per migliorare la situazione: ho trattato male E. e non ci sono parole per giustificarmi anzi ti ringrazio perché non aver fatto scenate..quando avveniva anche davanti a voi pur avendo tutto il diritto: due genitori non mettono al mondo un figlio, lo crescono, dargli d’amore per poi vedere arrivare una qualsiasi persona e trattarlo male.

Come ho detto prima non ci sono giustificazioni, ma spero che mi capiate proprio per quello l’amore che provate per vostro figlio.

Io purtroppo della mia vita ho avuto poco persone a cui ho voluto davvero bene , ma tutte se ne sono andate chi prima chi dopo, ma tutte se ne sono andate.

Poi una notte in un parco a Firenze E. mi ha abbracciato ed io mi sono sentita come mai mi ero sentita prima.

Quella sera faceva freddo, ma all’improvviso mi son sentita protetta come se nessuno potesse di farmi del male.

Ecco: lì iniziai ad amare vostro figlio e da quella notte non ho più smesso di amarlo.

Io amo E. più della mia stessa vita; lo so state pensando che non è una cosa giusta come mi avete sempre ripetuto, ma non posso farci nulla…è così per me non c’è niente di più bello che vedere lui ridere felice quando mi prende per mano sento un dolce brivido lungo la schiena.

Quando mi bacia tutto passa e quando lo guardo negli occhi, quei suoi occhi verde smeraldo, il mio cuore si scioglie. Lo chiamo il mio principe degli occhi verdi …senza di lui mi sento sola anche se mi trovassi in mezzo ad una milione di persone.ù

Quando lui non c’è è come se mi mancasse metà di me.

Il comportamento che ha avuto in questi anni è stato dettato, purtroppo, da queste due cose: la paura di perdere anche vostro figlio e l’estremo amore che provo per lui.

A questo aggiungo anche il fatto che il mio cervello lavorava in modo inconscio.

In questi in questi ultimi anni mi sono sentita come chiusa in una gabbia senza sapere cosa fare.. so che mi sembro una pazza, ma quella non sono io. Forse vi starete chiedendo come sono arrivata a tutto ciò : è stata una registrazione.

Un giorno mentre vostro figlio stava registrando degli appunti a casa mia, io feci uno dei miei exploit contro di lui: non sapevo che quella registrazione si trovava registrata. Son andata nel suo Pc, incuriosita ho aperto il file e , ad un certo punto, mentre ascoltavo con la registrazione ho sentito un dolore fortissimo allo stomaco.

In quel momento sono uscita dalla gabbia e mi sono resa conto di chi ero diventato …meglio di cosa e mi sono fatta a schifo da sola-

Io stavo male non per me ma per E. mi sono messa nei suoi panni e ho capito che è bruttissimo essere trattato così dalla persona che ami. E ho immaginato come un momento sarei voluto tornare indietro cancellare tutto, ma non si può però-

Vorrei che E. si ricordi chi ero il primo anno della nostra storia prima che lui partisse che ritornasse ad amarmi come allora.

Ciò che voglio dire è che se lui me le darai la possibilità l’unica cosa che voglio è rendere vostro figlio l’uomo più felice del mondo e vorrei che voi foste tranquilli ..che vostro figlio si trova in buone mani perché ora che sono tornata non ho nessuna intenzione andarmene più.

Ora sono più forte e so dove mettere i piedi per non cadere giù..

.. sto per dirvi una cosa che forse l’avrà sicuramente non vi ho mai detto: vi voglio bene e tante altre volte avrei voluto abbracciarvi perché come vi eravate accorti da questa lettera con le parole non sono molto brava con le parole.

Mi rendo conto che dovrò imparare ad esprimermi anche vocalmente e non solo abbracciando le persone perché non mi si può leggere il pensiero.

Fino ad allora Vi abbraccio forte spero riusciamo a vedere la vera D. Perdonatemi, con affetto

Da Boscoreale al Louvre

Skyphos con il trionfo di Tiberio

Come ho scritto in un breve saggio, la dea bendata aiuta gli archeologi.

Nel post che lo anticipava faceva bella mostra di sè uno skyphos in argento raffigurante Augusto seduto che riceve l’omaggio dei barbari.

Primavera del 1895.

Dal terreno spunta una cassa , in territorio di Boscoreale (Na), nel torcularium (dove era posto il torchio per la spremitura dell’uva) della villa romana della Pisanella.

Al suo interno un servizio da tavola in argento, alcuni monili d’oro (collane, braccialetti, orecchini), tre specchi e un sacchetto di pelle contenente mille monete d’oro, gli aurei. Tutti questi oggetti erano stati fatti nascondere nella pars rustica di questa, poco prima dell’eruzione del 79 d.C. e lì erano rimasti sepolti dalla devastazione successiva.

Centonove pezzi di squisita oreficeria, molti risalenti al I secolo dell’era cristiana e trovati nella località di Boscoreale, oggi un centro dell’area metropolitana di Napoli, un tempo ricco sobborgo di Pompei, andato distrutto con l’eruzione del Vesuvio.

Al museo parigino questo tesoro giunse come donazione da parte del barone Edmond James de Rothschild e di altri collezionisti, che li avevano acquistati sul mercato antiquario. Di fatto, però, la vicenda è molto meno cristallina. Ma andiamo con ordine.

Nella primavera del 1895, nel territorio di Boscoreale, venne rinvenuta nel torcularium (dove era posto il torchio per la spremitura dell’uva) della villa romana della Pisanella, una cassa: c’erano al suo interno un servizio da tavola in argento, alcuni monili d’oro (collane, braccialetti, orecchini), tre specchi e un sacchetto di pelle contenente mille monete d’oro, gli aurei. Tutti questi oggetti erano stati fatti nascondere nella pars rustica di questa, poco prima dell’eruzione del 79 d.C. e lì erano rimasti sepolti dalla devastazione successiva.

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Specchio con Leda e il cigno.

Ora gli oggetti son esposti al Louvre, ma non per colpa di Napoleone.

I fratelli De Prisco, proprietari del terreno, erano rimasti soli con un operaio, Michele Finelli. Era il 13 aprile, giorno di Pasqua, perciò gli altri scavatori se ne erano andati. Il giorno prima, inoltre, a seguito delle esalazioni velenose da un cunicolo che si stava liberando, anche gli ultimi rimasti si erano allontanati. I tre uomini, col favore delle tenebre, misero in più ceste quanto rinvenuto e lo sistemarono in un nascondiglio. Poi, con l’aiuto dei Canessa, antiquari napoletani, li trafugarono, benché la legge italiana lo vietasse. I pezzi uscirono poi dall’Italia e raggiunsero Parigi, dove tredici mesi dopo erano già in possesso del Louvre.

Ma a chi poteva appartenere questo tesoro?

La sua bellezza e la raffinata fattura rimandò ad una famiglia ricchissima, probabilmente quella di L. Caecilius lucundus. Su alcuni esemplari, tuttavia, è inciso il nome di Maxima, di cui non si sa altro, nemmeno se sia la donna il cui scheletro, insieme a quello di due uomini, venne rinvenuto nello stesso torcularium, dove i tre cercarono rifugio durante l’eruzione.

Grazie mamma

Jung ci avrebbe aiutate. Per questo evidenzio un post sul mio psicanalista preferito e che conosco meglio.

Ci arrivo grazie a lui che ringrazio pubblicamente.

Chi avrebbe aiutate Jung?

Stanotte ho sognato mia madre..un’angoscia perchè ero presente quando è venuta meno quasi 10 anni fa per un cancro: aveva anche l’ Alzheimer.

Da tempo non riconosceva più e io so ora di sentirmi in colpa perchè solo nel sogno le ho manifestato il mio amore.

GRAZIE MAMMA

IMPERTINENTE Pier Sampi blog

La psicologia alchemica enunciata da Carl Jung ci ha lasciato un’eredità tanto affascinante quanto controversa. Per il famoso psichiatra svizzero, uno degli scopi dell’essere umano è la sua trasformazione in un individuo come essere libero. Questo compito può avvenire decodificando i simboli presenti nel nostro inconscio.

All’inizio, il problema non è facile da comprendere. Tuttavia, molte delle teorie e dei metodi di analisi ereditati da Carl Jung rappresentano oggi dei problemi teorici che è sempre interessante affrontare. Le riflessioni su questo argomento ci permettono di ampliare le nostre prospettive, adottare un approccio più flessibile e confrontarci con una delle personalità più controverse e interessanti della storia della psicologia.

“La magia è semplicemente un’altra parola per definire l’anima.”

-Carl Jung-

Per chi legge per la prima volta il libro di Jung Psicologia e alchimia pubblicato nel 1944, la prima sensazione è quella di grande confusione. Gli enunciati presenti in ciascuna delle…

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La pozione di Asterix alla Scuola Medica Salernitana

Per chi ancora ignorasse l’esistenza della Scuola Medica Salernitana.,.

Storia Militare Medievale

In un Lai (racconto) di Maria di Francia, scritto nella seconda
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che solo chi fosse riuscito a superare una difficilissima prova, avrebbe avuto
tale onore.

La prova consisteva nel portare tra le braccia la fanciulla fino alla
sommità di una montagna senza mai posarla a terra. Molti dei più forti e valenti
cavalieri della regione, e anche forestieri, si cimentarono nell’impresa, ma
invano: tutti, arrivati a metà del percorso dovevano abbandonare l’inane sforzo.

Nel frattempo, la fanciulla non rimase con le mani in mano, e s’innamorò di un giovane figlio di un conte. I due si amarono a lungo di nascosto, ma lei rifiutò la proposta del giovane di fuggire insieme, per non dare un dolore al padre. Il giovane, d’altro canto, essendo…

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