Mare, terra e Mito: la Grecia

Rodi, città delle rose, e il suo Colosso, una delle meraviglie del mondo antico e ,poi, Naxos, Creta, Santorini, il palazzo di Cnosso. Il Minotauro.

Sparta e la rupe Tarpea, Atena, Delfo e Apollo, acropoli e chore.
Il Mito e la Storia qui si abbracciano come se l’una non possa fare a meno dell’altra.
Il suolo è sacro.

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I pescatori, riparate le barche, dicono i rosari. Le donne cucinano il pesce.
Che meraviglia!
La Tracia e il suo paesaggio fatato mi han meravigliata.
Io mi sento greca per la vicinanza alla mitica Paestum, città delle rose anch’ essa.
Spero di andarci presto: come meridionale devo tanto ai greci e non solo in termini di storia e di architettura antica.

Una volta o l’altra accennerò a quanto i monaci di rito greco han portato qui al Sud: una ricchezza che dura tutt’oggi!

Spero di andare in Grecia…è uno dei miei sogni nel cassettto.

(la drammatica situazione di mia suocera mi tiene avvinghiata in questo lacerto di salernitano alle falde del Motola.)

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La Roma che non ti aspetti

Avevo accennato ad un aggiornamento prima della mia nuova transumanza salernitana ( ne avrei di nuovo fatto volentieri a meno).appia_antica

Son tornata stremata, viste le condizioni fisiche e mentali di mia suocera..

Cosa c’è di meglio di una passione per distrarsi dalle angosce della quotidianità?

Et voilà, ecco quanto questo ascolto radiofonico mi ha permesso di scoprire.

Il viaggio è condotto attorno al mondo.

Roma,  la CAPUT MUNDI, al contrario di Troia o di Ebla, non venne sepolta sotto una collina…

La visitatissima città Eterna sopravvisse a se stessa..

Questo è un dogma di fede per tutti coloro che ci vivono, ci han vissuto, l’han visitata e l’han studiata e la studiano.

Il 23 febbraio del 1822 nasce lui, uno dei massimi archeologi dell’ottocento italiano.

Laureato in giurisprudenza, il Nostro si scoprì presto patito di ben altro.

Talento precoce ( poco meno che trentenne) , fece a Roma una scoperta mirabolante: le catacombe di San Callisto, in pratica un’area di circa 30 ettari.

La zona, compresa tra l’ Appia Antica, la via Ardeatina e la via delle Sette Chiese, a Roma, ospita diverse aree funerarie e catacombali.

Il de Rossi non era solo:le scoprì  in compagnia di Alexandre Panon de Richmont.

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Le suddette catacombe son allocate sulla destra della Via Appia Antica, dopo la chiesetta del “Quo Vadis?”: sono tra le più grandi e importanti di Roma.

Esse sorsero verso la metà del secondo secolo e fanno parte di un complesso cimiteriale che occupa un’area di 15 ettari di terreno, con una rete di gallerie lunghe quasi 20 chilometri, su diversi piani, e raggiungono una profondità superiore ai 20 metri.

In esse trovarono sepoltura decine di martiri, 16 pontefici e moltissimi cristiani.

I dettagli qui

 

A Polla il teatro che non ti aspetti

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Un anfitrione, padre Pantuliano, creato attraverso l’excursus sui documenti, un cerimoniere “doc” vestito egregiamente con pizzi e merletti; i due si alternano in un gioco che seduce. Poi frati con fiammelle tremolanti, nobili e pure una diavolessa, cosa si può volere di più? All’evento di stasera 9 agosto a Polla mancava poco per dirsi perfetto. Vi han concorso i magnifici costumi ridondanti, le gorgiere candide, le tonache dei monaci silenti, il fascino di un luogo di culto rimasto quasi immutato nei secoli. I personaggi sfilavano come grani di rosario davanti agli occhi attenti e curiosi.

L’emozione vola e ricade, si afferra al pozzo per seguire frate Umile insidiato da Satana in rosso di ordinanza; si fa venticello e salmodiare di monaci, rivive sugli affreschi nel chiostro, l’emozione segue il passo lento di chi cammina imparando la storia minuta ed efficace.

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Non poteva venir meglio questa visita teatralizzata nel convento francescano dove una statua di Sant’Antonio ha pianto. Nel percorso ci si affida complici, tributando un omaggio al luogo ed al tempo, quel 1600 che per tanti è il secolo buio.

Due tappe nel chiostro, poi in compagnia di Giambattista Basile nel refettorio, continuando nel convento lungo il corridoio fino a sfociare nel coro, sormontato da una magnifica cupola affrescata mirabilmente da Domenico Sorrentino.
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Il somaro ha il suo Palio

A Cuccaro Vetere (Sa) nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano da oltre trent’anni va in scena il “Palio del ciuccio”; la manifestazione, che ha luogo tra l’11 e il 13 di agosto, è una “standing ovation” ad un animale principe delle montagne.

E se la costruzione di una rete viaria interpoderale è piuttosto recente, la motorizzazione agricola si è realizzata da più di un trentennio; in precedenza l’unico mezzo di trasporto dei prodotti agricoli e montani dai luoghi di produzione fino a casa era l’asino.

Et voilà, in scena

L’attività teatrale a Salerno è sufficientemente varia, tenendo conto anche dei piccoli teatri. Questa compagnia, nata nel 1984, ha rinnovato il cartellone introducendo anche una importante novità: promuove il concorso “IL TESTO IN SCENA” volto alla ricerca di nuovi testi teatrali. Il vincitore avrà la possibilità di veder rappresentato il proprio lavoro nell’ambito della stagione teatrale 2015/2016 del Piccolo Teatro del Giullare a cura della compagnia stessa. Qui per partecipare.

UNITRE tra cultura ed umanità

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Confinante con la Basilicata di Levi e di Matera, il Vallo di Diano nel salernitano fu un lago pleistocenico. E si nota, se lo guardiamo da una delle alture che gli fan corona. Tra pianura e vetta si adagiano diverse cittadine: Polla, Sant’Arsenio, Sala Consilina, Padula.

Agevolate dalla A 3 che le lambisce, le cittadine sono un proliferare di eventi tra cultura e sagre. Alla prima appartiene una bella iniziativa che ho voluto pubblicizzare in questo articolo. Si tratta di un ciclo di conferenze volute dall’UNITRE, o Accademia di umanità, creata dalla pazienza e dalla generosità della mia amica Carla Coiro di Sant’Arsenio. Gli incontri si terranno fino alla fine di agosto nel piazzale antistante Palazzo D’Aromando, una delle dimore storiche della cittadina.

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Il Leopardi di Martone

Mario Martone si divide tra Leopardi e Rossini. Impegnato a Pesaro per il “Rossini Opera Festival”, il regista partenopeo si è cimentato nella produzione di un film su Giacomo Leopardi, film che transiterà in concorso alla Mostra del cinema di Venezia (27 agosto – 16 settembre) per poi uscire nelle sale il 16 ottobre. Protagonista è Elio Germano, lo stesso di “N ( Io e Napoleone)“. Il cast include anche Massimo Popolizio che veste i panni del padre del poeta, Monaldo Leopardi. A lui la parola:” La visione di Monaldo come padre-padrone reazionario e papalino si rivela quantomeno ingiusta. Era un uomo che disponeva a Recanati, di una biblioteca da far invidia alle grandi corti europee, con centinaia di testi scientifici e moltissime opere messe all’indice dalla chiesa cattolica. E’ generoso, e pure lui, un illuso. Alla fine aprirà la sua biblioteca a tutti i cittadini, ma nessun recanatese si presenterà all’inaugurazione”.