Il suicidio di Dora

Nelle vite dei Grandi come Puccini possono saltar fuori tragedie.

Questa che coinvolse una sua cameriera è spuntata da un epistolario conservato nell’Archivio Antinori di Firenze e riscoperto dallo scrittore Maurizio Sessa nel libro ‘Andrò nelle Maremme. Puccini a caccia tra Bolgheri e Capalbio’. 

L’amante di musica classica imbruttito

Torre_del_lago,_monumento_puccini Monumento di Puccini a Torre del Lago

Nei salotti eleganti della gente di mondo, alcune ombre silenziose scivolano sullo sfondo; a esse non si fa caso se non per accertarsi che non rubino l’argenteria: cameriere, maggiordomi, valletti: personaggi la cui impronta è labile nella storia dell’arte, tranne quando rimangono protagonisti di gesti e storie così eclatanti, da sconfiggere l’oblio a cui sono condannati, tanto maggiore quanto più illustre è il loro padrone, e assurgere alle luci della ribalta per un motivo o per l’altro. In questo caso, parliamo di luci pallide e di una ribalta tetra.

Siamo a Torre del Lago, nel 1908. Giacomo Puccini sta componendo La Fanciulla del West. Con lui ci sono la moglie Elvira e la cameriera: Doria Manfredi, una ragazza di campagna di 16 anni, semplice, mite, schiva. Doria è la figlia di un amico di Puccini, suo compagno d’elezione nelle…

View original post 521 altre parole